Le Childfree e l’eroismo (?) delle donne senza figli

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“Childfree” letteralmente “senza bambini”. 
Donne che decidono volontariamente di non avere figli, nonostante siano sposate o accompagnate; alcune scelgono perfino di essere sterilizzate. 
Una prima considerazione ci spinge a pensare ai motivi alla base di questa nuova “tendenza”. La maggior parte delle donne intervistate nell’articolo ha avuto un rapporto conflittuale con la propria famiglia, circostanza estremamente diffusa, eppure non quanto il non volere figli. La verità è che ci vuole coraggio a distaccarsi dal modello ricevuto e mettersi in gioco, superando la paura di sbagliare o di soffrire.
Altre hanno dichiarato di non avere l’istinto materno, ma subito dopo dichiarano di voler semplicemente vivere la propria vita. La verità è che ci vuole coraggio a rinunciare ad essere “padrona del proprio corpo”, coraggio ad accettare una condizione delicata come quella della gravidanza o dolorosa come il parto, coraggio a rinunciare al proprio tempo libero, a una parte cospicua del proprio stipendio e del proprio sonno per occuparsi di un figlio.
Quanto alle conseguenze, leggiamo che alcune donne si sono sentite discriminate perché non desiderano riprodursi e rivendicano il proprio diritto (o presunto tale) di, ad esempio, avere sul lavoro gli stessi diritti di chi ha figli, la cui risposta è insita nella domanda: a cosa servono i permessi per malattia dei figli, per allattamento, per prendere i figli da scuola, etc, se non si hanno figli?
Queste donne non chiedono solo rispetto come dicono, chiedono che la propria scelta diventi socialmente condivisibile nonostante si tratti spesso di una scelta dichiaratamente egoista. Perché dovremmo condividerla? Dal canto nostro, invece, vogliamo rivendicare il diritto di pensare e dire che si tratti di una scelta codarda ed egoista.
Leggiamo di “una società bambinocentrica che reputa le donne inferiori, destinate a immolarsi per i figli”. Tuttavia, pur soprassedendo sulla menzogna circa la società bambinocentrica, ci manca il passaggio logico secondo cui chi si immola per i figli sia inferiore. “Immolarsi” su enciclopedia Treccani online: “far sacrificio di sé, offrirsi vittima. Cristo si immolò sul Calvario per la redenzione degli uomini; si immolarono alla patria combattendo eroicamente.” Il concetto di inferiorità è assolutamente assente, anzi, leggiamo di uomini eroici che si immolano combattendo, esattamente come, soprattutto nel passato, le donne si immolavano rischiando la vita partorendo o rinunciando a loro stesse per dedicarsi completamente ai figli.
Eppure, fare figli non è l’unica via percorribile per una donna per volersi affermare nella propria natura. J. Evola, infatti, parlava di donna Amante e donna Madre: ognuna nel suo ambito esprime la potenzialità più alta della propria natura, ovvero la dedizione, in qualsiasi ambito essa si manifesti, sia essa verso l’uomo, la famiglia o l’Idea. Si pensi ad esempio alle suore, soprattutto a quelle di clausura, e alla potenza della loro preghiera, mai rivolta a loro stesse, ma sempre agli altri. Appare dunque evidente come il vero disvalore delle child free non sia non avere figli, ma avere una visione individualista dell’esistenza.
Leggiamo che: “Il vero eroismo è essere consapevoli e orgogliosi delle proprie scelte equilibrate”. Questa è una grande menzogna del mondo moderno per il mondo moderno. Vogliamo dire a queste donne che non occorre alcun coraggio ad assecondare i propri limiti, le proprie paure e i propri desideri scegliendo per se stesse. Il vero coraggio è andare oltre se stesse.