Philautìa, “amore per se stessi”

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Tra i tanti concetti che il mondo moderno ha scimmiottato dalla Tradizione, uno in particolare è da considerare, poiché viene spesso utilizzato in termini positivi conducendo in realtà ad ulteriori problematiche. Ci si riferisce alla frase “ama te stesso”.
A partire dai più seguiti mental coach, passando per influencer e attori del cinema, fino ad arrivare sulle labbra di chi cerca di confortare un amico in una situazione difficile, tale frase viene abusata con la convinzione di suggerire un cambiamento positivo. 
La psicologia, che si è eretta al rango di scienza risolutiva di ogni problema esistenziale, afferma che la philautìa, letteralmente “amore per se stessi”, è traducibile in una sana autostima che non deve però cadere nell’egotismo patologico. Rifacendoci alla Tradizione, comprendiamo invece che philautìa è ben altro che semplice stima della propria persona.
Tale termine denota l’approccio alla vita che deve avere l’uomo della Tradizione.
Nelle civiltà tradizionali, ogni uomo, in base alla casta di appartenenza, indirizza l’azione al fine di compiere il suo sacro dovere, senza tenere conto del profitto personale. Così, per esempio, i sacerdoti seguiranno la via della contemplazione e della preghiera, mentre i guerrieri quella dell’azione e del combattimento. Rimanendo fedeli alle leggi sacre entrambi seguono la via dell’onore, considerando così la loro vita e se stessi come strumenti al servizio della Tradizione. Seguire la via dell’onore è quindi philautìa, poiché essa è, come afferma Aristotele, “amore verso ciò che è nobile e bello”.
Le parole di Mario Polia espresse in Exempla permettono di far chiarezza sul discorso:
[la philautìa] …è tensione verso l’ideale della kalokagathìa: la realizzazione, nel pensare e nell’agire, della visione apollinea in cui la nobiltà interiore trasfigura il mondo e la vita in bellezza.
Per amare veramente noi stessi dobbiamo allora adempiere al sacro dovere di attuare i princìpi della Tradizione, combattendo ogni giorno contro il proprio ego, rispondendo con severità alle nostre debolezze e cercando, anche nel nostro piccolo, di essere esempio.