“Ciò che la piramide occultava è divenuto vuoto…”: cronaca antico egiziana di una delle prime rivolte democratiche della storia

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Riportiamo alcune interessanti pagine a cui aggiungeremo alcuni nostri commenti, tratte da un libricino del principe Italo-russo Boris De Rachelwitz (1926-1997) che all’epoca, siamo negli anni Cinquanta, voleva essere “divulgativo”, nonostante la profonda conoscenza della materia posseduta dal suo autore lo rendano ai nostri occhi estremamente specialistico. Anche se oramai datato, questo testo dal titolo Vita nell’antico Egitto risulta ancora oggi molto utile e ben scritto. De Rachelwitz è stato non a caso un grandissimo egittologo, archeologo e anche studioso di esoterismo, di antica stirpe nobile, fu genero di Ezra Pound (che nel suo castello di Brunnenburg in Trentino-Alto Adige scrisse alcune delle parti più tarde dei Cantos) e amico di Julius Evola. 
Le pagine, tradotte da un papiro, raccontano come la corsa al potere di singoli governanti locali, la presenza di difficile gestione di truppe mercenarie e di moltissimi stranieri all’interno del paese, oltre alla continua e capillare infiltrazione di elementi incontrollabili attraverso le frontiere troppo estese, nonché il rancore del popolino verso l’applicazione “classista” del rituale funerario e dei connessi benefici per l’Aldilà, siano stati i principali elementi che portarono a maturazione i germi di quel rivolgimento sociale che esploderà sotto il regno di Pepi II (fine dell’Antico Regno, VI Dinastia).
Questo sovrano, dopo la morte del fratellastro Merenra, era salito al trono all’età di soli sei anni ed il suo regno fu il più longevo della storia egiziana: ben novantaquattro ininterrotti anni! Tuttavia, il suo primo periodo di potere, puramente nominale data l’età, vide il rafforzamento di tendenze disgregatrici, degli arrivismi dei singoli e la frantumazione, larvata e legalizzata, dell’Impero. Pepi II, in età più matura cercò, con Decreti che conosciamo e ci sono pervenuti, di arrestare in qualche modo questo “malcostume” dilagante, ma era ormai troppo tardi. Col sopravvenire della vecchiaia del faraone ci appare la figura di un sovrano inerme, tragica nel suo isolamento, convinto che tutto proceda bene, senza sapere che attorno a lui il paese è in fiamme e la rivoluzione sovvertitrice dilaga. 
Come ci si può facilmente rendere conto, quanto si legge potrebbe sembrare una cronaca di fatti ed eventi non così lontani da noi, nel tempo e geograficamente. Le tristi e nefaste vicende della Rivoluzione francese o delle rivolte proletarie russe (solo per citare gli esempi più noti) potrebbero facilmente essere sostituite a quanto segue. Così come le profezie “apocalittiche”, relative ai tempi ultimi e/o alle fasi di decadimento, presenti nelle varie tradizioni legittime, ben ricalcano questi avvenimenti storici. 
Ecco la traduzione fornitaci dal De Rachelwitz:
«Ognuno dice: Non sappiamo cosa è successo per tutto il paese! Il sangue è ovunque e i tanti morti vengono gettati nel Nilo. Il fiume è di sangue e ripugna berne l’acqua! Porte, colonne e mura vengon distrutte dal fuoco insieme alle case. Il povero ora possiede fini oggetti e chi prima non poteva farsi un paio di sandali, possiede ora tesori. Oro e lapislazzuli, argento e turchesi pendono al collo delle schiave, mentre le nobili dame camminano per la strada avvolte in stracci ed esclamano: Ci fosse almeno qualcosa da mangiare… Le dame sono ora come schiave e le schiave hanno il potere. I figli dei Principi vengono sbattuti contro i muri! Le strade non sono più sorvegliate ed il viaggiatore viene assalito, derubato ed ucciso vergognosamente. L’uomo uccide il suo stesso fratello. Ogni città dice: rimuoviamo i potenti da noi! Gli ufficiali vengono sgozzati e i loro documenti arraffati. Distrutte sono le scritture degli scribi. Nessuno pensa naturalmente a coltivare la terra e la fame serpeggia. Il grano è morto ovunque e il bestiame piange per lo stato del paese; gli uomini si nutrono d’erba e bevono acqua. Elefantina e Thinis e le città dell’Alto Egitto non pagano tasse. A che serve una Tesoreria senza entrate? I morti vengono derubati e gettati fuori dai sepolcri. Non si va più a Byblos oggi: a che servirebbe il cedro per le mummie? Coloro che erano nel “Luogo Puro” sono gettati per le strade! Dalla splendida Sala del Giudizio vengono portati via gli scritti. Il luogo segreto viene abbandonato vuoto. Gli incantesimi magici vengono divulgati e non hanno più potere poiché il popolo li ha in mente. Il segreto degli imbalsamatori è svelato. Le leggi della Sala del Giudizio son gettate nel vestibolo; gli uomini camminano su di esse nelle strade. Il povero ha raggiunto la condizione dell’Enneade [il potere cioè di essere “divinizzato” come prima lo era il Faraone] e la procedura della Casa dei Trenta è divulgata. Si può entrare ed uscite liberamente dalle Grandi Case! Un senso di amarezza profondo pervade tutto il paese: grandi e piccoli esclamano: Fossi io morto! I bambini dicono: Non mi avessero fatto mai nascere! Si esclama attorno: Ci fosse una fine al genere umano, non più concezioni né nascite! Che la stessa terra potesse cessare il frastuono!»
Colpisce qui, e sicuramente non è casuale ma invece estremamente “causale”, questo violare i segreti, questa divulgazione di ciò che doveva custodirsi gelosamente nel silenzio e nel buio misterico. Chiara è la profanazione anche blasfema delle conoscenze e dei luoghi appartenenti alla casta sacerdotale, eventi questi che ritornano in tutte le “rivolte” democratiche, in tutti i programmi sovvertitori della Tradizione.
Al centro di questo mare infuriato su cui galleggiano dunque i relitti dell’Impero sta, come un isolotto roccioso, la «Residenza», la sede cioè del Faraone, si legge infatti: «Ancora la Sala del Palazzo del Re viene mantenuta e resiste
Come ciò avvenga, spiega l’egittologo, non ci è dato sapere. Può darsi che un gruppo di fedeli circondi e difenda la persona del Faraone, simbolo ancora dello Stato e solo per pietà lo tenga all’oscuro della situazione, come può darsi invece che il sovrano sia vittima di una cospirazione e la politica del silenzio faccia parte dei piani dei congiurati.
Fatto sta che intanto le frontiere non sono più sorvegliate e popoli stranieri entrano in Egitto. Molto probabilmente si tratta di quelle popolazioni limitrofe che risentono direttamente il movimento migratorio. Il testo tradotto letteralmente, infatti, non indica una invasione armata, bensì una progressiva penetrazione. 
A questa prima fase fa eco una seconda escalation rivoluzionaria, più acuita e cruenta:
«Una cosa mai accaduta prima: il Re è stato portato via dai poveri. Ciò che la piramide occultava è divenuto vuoto. Ma lo stesso Faraone vivente perde ora ogni autorità: Si è giunti a questo, che il paese è privato della Corona da pochi uomini senza coscienza. Si è arrivati a questo punto, che l’uomo dissemina il rancore contro l’Ureo difensore di Ra (il Faraone) che aveva tenuto in pace l’Egitto. Il segreto della terra, i cui limiti erano sconosciuti, è divulgato. La Residenza è rovesciata in un’ora, la Serpe Consacrata (altra designazione per il Faraone) è presa dalla sua Sede. Il segreto dei Re dell’Alto e del Basso Egitto è divulgato».
Si tratta qui evidentemente della profanazione dei sepolcri reali e della spoliazione delle mummie faraoniche. In questa sequela altamente drammatica di eventi incontrollabili, emerge un fatto essenziale. A fianco delle masse scatenate, di quel Lumpenproletariat marxiano, opera un ristretto gruppo di persone che il testo definisce “pochi uomini senza coscienza”, dei cospiratori quindi, che privano l’Egitto del potere effettivo della Corona. La stessa “Residenza” è rapidamente rovesciata ed i segreti faraonici divulgati. Il termine “rovesciata”, più che una occupazione materiale di essa da parte delle masse, potrebbe anche far pensare e intendersi con la sovversione dei poteri costituiti. La sovversione, il rovesciamento di un Centro Spirituale. Inoltre, che un gruppo di persone abbia protetto, per un motivo o per un altro, la persona di Pepi II, ci è confermato anche dal fatto che questi venne sepolto in una piramide, fattasi approntare da vivo e dischiusa solo nel 1881 della nostra era. 
I cospiratori, molti dei quali capipopolo in cerca di facile fortuna, “spargono il rancore” contro il Faraone, onde più facilmente manovrare le masse. 
Intanto la situazione interna del paese va di male in peggio:
«Gli ufficiali sono scacciati dal paese. Le figlie delle grandi dame sono costrette a prostituirsi. Chi prima dormiva solo trova ora nobili signore… non aveva nulla possiede ora ricchezze ed il potente di una volta lo implora. Chi era un semplice messaggero invia egli stesso messaggeri. Chi non possedeva olio, possiede ora giare di piacevoli aromi. I Capi del paese girovagano, in bisogno, senza impiego. Nessun Ufficio è al posto giusto, nessuno si occupa del bestiame. Nessun artigiano lavora ed i nemici spogliano il paese dei suoi tesori artistici. Tutto è in rovina!»
Con questi eventi si chiude e dopo diverso tempo “intermedio” si andrà schiudendo una nuova pagina nella millenaria storia dell’Egitto, quella del Medio Regno. Ma anche se nuovamente forte e stabile molto è cambiato nella società egiziana, anche se non sembrerebbe: la figura del sovrano verrà ridimensionata; determinati vantaggi resteranno acquisiti per le masse; le ritualità post-mortem si andranno “democratizzando” e tutti avranno o penseranno di avere diritto e accesso al paradiso; sarà presente una sorta di nuova maturità statale, però frutto di amare esperienze, che impronterà quindi il nuovo periodo di guerre e conquiste esterne che si svolgeranno. Ci saranno dinastie che ridaranno all’Egitto gloria, potenza e ricchezza, finché una malattia, il “secondo periodo intermediario” getterà nuovamente il paese nel caos ed alla mercé degli invasori. Il destino dell’Egitto, ma sembrerebbe più quello dell’umanità intera, è tutto nel giuoco di questa ciclicità, cui ci auguriamo sempre faccia alla fine ritorno la verticalità aurea e solare.  A queste fasi di ripresa e alla vittoria ultima delle forze tradizionali può ben essere applicato il detto egizio attribuito al dio Khepra, lo scarabeo che simboleggia il sole nascente del mattino: 
                                   “Io ho il potere di essere nato una seconda volta!”