Evento | Processo a Codreanu – recensione (03.12.2022)

76

Sabato 3 Dicembre diverse comunità militanti romane hanno ricordato, con un’iniziativa congiunta, Corneliu Zelea Codreanu, assassinato il 30 Novembre 1938.
Capo della Guardia di Ferro romena, i suoi scritti e la sua vita sono esempio, a distanza di decenni, di stile militante e rappresentano un luminoso faro per la condotta esistenziale di chi, oggi, arde come un Legionario.
La serata si è aperta con dei classici della musica alternativa, eseguiti da La Vecchia Sezione, durante la cena comunitaria, per poi giungere al focus dell’evento. 
Ha avuto, poi, inizio il recital: si è alternata la lettura di scritti del “Capitano” a brani musicali. Militanti, appartenenti a tutte le comunità partecipanti all’ evento, si sono avvicendati al microfono, leggendo frammenti tratti dal manifesto Legionario per eccellenza Il capo di Cuib”, dal “Diario dal carcere”, e dagli atti del processo-farsa contro Codreanu.
Tra i passi scelti, l’arringa dell’avvocato Cosmovici, che, di fronte alle accuse di “tradimento” rammendava le sei leggi fondamentali del Cuib: legge della disciplina, del lavoro, del silenzio, dell’educazione, dell’aiuto reciproco e dell’onore.
Si è giunti, così, alle conclusioni, ove messinscena e malafede dominarono quel processo condotto da un tribunale militare istituito ad hoc per arginare una visione del mondo destinata alla Vittoria.
Fu condannato un Uomo, certamente, ma il processo, indirizzato all’Idea, si dimostrò debole e misero al cospetto della storia e della Verità.
La musica de La Vecchia Sezione, a conclusione delle letture, ha accompagnato per tutto il resto della serata gli ospiti del Bar Scirè, tra un boccale di birra ed una risata, all’insegna di un genuino cameratismo.
La serata è terminata, ma il ricordo di Corneliu Zelea Codreanu non finisce certo qui: cammina sulle nostre gambe ed è vivificato dalle nostre azioni, nella misura in cui siamo in grado di affermare gli stessi principi che mossero il Capitano, nella vittoria, così come nella persecuzione e nel martirio.
“Cammina solamente per le vie indicate dall’onore. Lotta, non essere mai vile. Lascia ad altri le vie dell’infamia. Piuttosto che vincere per mezzo di un’infamia, meglio cadere lottando sulla strada dell’onore.”