Vita, dono inestimabile

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Rattrista dover leggere queste notizie sulla stampa nazionale, non si dovrebbero nemmeno commentare, ma combattere immediatamente a spada tratta, per far si che un fronte unito sia sempre pronto a difendere i Valori fondamentali, e in questo caso della vita.
Ormai pare normale ricorre a queste pratiche nefaste per porre fine alla propria vita. Vita che ci viene donata da Dio, quel Dio che veglierà ogni momento della nostra esistenza e mai ci abbandonerà nemmeno nei momenti più difficili di questo nostro cammino terreno. Cammino che come in questo caso viene troncato dalla mano di persone che si presentano a noi come il bene assoluto come coloro che potranno darci la libertà. Individui difesi da un sistema corrotto che asseconda queste attività a fronte di un lauto guadagno, da versare preventivamente, nei conti delle cliniche svizzere dispensatrici di civiltà a detta di molti.
E come possiamo parlare di civiltà e progresso ma soprattutto di sani valori, quando tramite una spesa meramente economica, si sovvenziona una pratica come quella dell’eutanasia o del suicidio assistito?
Pare invece il contrario, una vera e propria forma di mercantilismo della morte che può portare solamente verso un cammino oscuro e privo di valori. 
Destiamoci quindi a difesa dei sani principi, difendendo ad ogni costo l’esistenza terrena e la vita nascente. L’eutanasia come l’aborto non sono altro che dei mezzi deviati di un sistema sempre più marcio che in nessun modo dovranno mai divenire pratica comune.

(Tratto da ansa.it) – Morto con suicidio assistito in Svizzera malato sclerosi
Aveva lanciato un appello lo scorso 5 dicembre per essere aiutato a morire a casa sua, in Italia

Dopo l’appello pubblico lanciato nei giorni scorsi per poter porre fine alle sue sofferenze in Italia, Massimiliano, 44enne toscano malato da sei anni di sclerosi multipla, è morto oggi in una clinica svizzera tramite suicidio assistito. A darne notizia l’associazione Luca Coscioni a cui l’uomo, non più autonomo, si era rivolto.

Massimiliano è stato accompagnato nel paese elvetico “tramite un’azione di disobbedienza civile” da “Felicetta Maltese, 71 anni, iscritta all’associazione Luca Coscioni e attivista della campagna Eutanasia Legale e da Chiara Lalli, giornalista e bioeticista”: domani entrambe andranno ad autodenunciarsi ai carabinieri di Firenze. Con loro ci sarà anche Marco Cappato che, spiega l’associazione, “in questa occasione non ha direttamente accompagnato Massimiliano, ma si autodenuncerà in veste di legale rappresentante dell’Associazione Soccorso civile che ha organizzato e finanziato il viaggio di Massimiliano verso la Svizzera.

Ad accompagnarli Filomena Gallo, avvocato e segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni”.

Massimiliano, non essendo tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, non aveva possibilità di accedere al suicidio assistito in Italia poiché privo di uno dei requisiti della sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato\Dj Fabo. Lunedì Massimiliano aveva lanciato il suo appello pubblico per poter porre fine alle sue sofferenze in Italia, a casa sua, vicino ai suoi cari. Con lui in quel video anche il padre, Bruno che ieri aveva a sua volta lanciato un appello a sostegno della libertà di scelta del figlio, “davanti al silenzio da parte della politica dopo la richiesta di aiuto di Massimiliano”, spiega l’associazione. “È cosciente della sua vita. Lui è lucido di mente – queste le parole del padre -. È arrivato a questo punto qui perché non ce la fa più”, “è una sofferenza continua, giorno dopo giorno. È un volere suo, perché deve negare questo volere. E noi non possiamo dire di no. Sarebbe solo egoismo, per farlo soffrire ancora di più. Vorrei che fosse una cosa fatta in Italia”.

“Sono quasi completamente paralizzato e faccio fatica anche a parlare – dice Massimiliano nel suo ultimo videomessaggio -. Da un paio di anni siccome non ce la faccio più” ho iniziato “a documentarmi su internet su metodi di suicidio indolore”, e “finalmente ho raggiunto il mio sogno. Peccato che non l’ho raggiunto in Italia, ma mi tocca andare all’estero”: “Perché non posso farlo qui in Italia? A casa mia, anche in un ospedale, con i parenti, gli amici” vicino. “No, devo andarmene in Svizzera. Non mi sembra una cosa logica questa”.

“Oggi la politica si volge dall’altro lato. Fa finta che queste richieste non esistano. Lo abbiamo visto anche con Massimiliano – osserva Filomena Gallo -. Non c’è stata nessuna presa di atto rispetto al suo appello. Ma il compito del legislatore rimane, perché deve emanare leggi che riguardino tutti i cittadini”, e i malati come Massimiliano “sono discriminati, anche se la loro volontà è la stessa di chi ha sostegni vitali”. La Corte costituzionale, ricorda, “fin dal 2018 ha rilevato che nel nostro ordinamento c’era un ‘vulnus’, ha cercato di colmarlo parzialmente con una sentenza di incostituzionalità, ma non poteva emanare una legge. Ha chiesto al Parlamento di intervenire”. Per Gallo “il Parlamento ha fatto un tentativo nella scorsa legislatura che era addirittura un passo indietro. Per fortuna quella legge non è stata emanata.

Come Associazione Coscioni noi proponiamo al Parlamento di intervenire proponendo una buona legge e attivando le giurisdizionI. I malati che hanno chiesto aiuto a Marco Cappato volevano essere liberi di scegliere e non mettere a rischio i propri cari”.