Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura – 55

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«Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi». 
(Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry – ed. BUR Rizzoli)
Questa è forse la frase più famosa del libro e cela un significato che non può essere lasciato a un’interpretazione superficiale. 
Gli occhi (e la mente) si applicano al campo della ragione e cioè limitatamente a quello che l’uomo è in grado di vedere intorno a sé.
Viceversa, il cuore (e l’intelletto) sono in grado di percepire gli aspetti immateriali della realtà.
L’uso dei sensi solo ai fini della conoscenza quantitativa della realtà, ha determinato nell’uomo la perdita graduale di quelle facoltà che normalmente gli permetterebbero di superare i limiti del mondo sensibile.
Questa “atrofia” si è verificata nell’uomo da quando ha iniziato a dedicare attenzione esclusivamente alle cose sensibili fino a completarsi nell’epoca moderna. 
L’approccio quantitativo all’osservazione della realtà (“visibile agli occhi”) ha ridotto l’uomo a concepire la propria esistenza come semplice entità corporea e a privarsi di ogni possibilità di riconoscere le altre dimensioni della realtà (“invisibile agli occhi”).
Infatti, per quanto siano spessi i veli che coprono la vista della realtà ultrasensibile, non esiste una separazione assoluta tra le diverse dimensioni dell’esistenza. Una tale cesura avrebbe l’effetto di annullare dalla realtà stessa anche l’esistenza del mondo sensibile, che svanirebbe immediatamente.
L’uomo moderno si illude che la visione razionale del mondo gli abbia consentito di raggiungere la più estesa conoscenza della realtà, ma è proprio tale punto di osservazione che lo preclude dalla conoscenza reale dell’esistenza.