Cuib femminile di Raido | I gemelli più vecchi del mondo

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Una delle notizie più sconvolgenti – per le nostre orecchie, si intende – della fine del 2022 è stata la nascita dei gemelli più vecchi del mondo.
Li chiamano così perché i gemelli più vecchi al mondo non hanno 110 o 115 anni, ma sono nati a fine ottobre 2022. Infatti non parliamo di età ma del tempo di crioconservazione. Allora è vero che la vita inizia al momento del concepimento. Gli embrioni di Lydia e Timothy, infatti, sono stati congelati 30 anni fa e impiantati nel corpo di una donna che aveva già partorito 4 figli naturalmente. La decisione è stata presa in quanto lei e il marito volevano “adottare” embrioni che nessuno avrebbe voluto, i più indesiderati. E torniamo a parlare di embrioni come vita.
Interessante peraltro la scelta lessicale del verbo “adottare”. In un’epoca in cui la fecondazione assistita – e gli enormi interessi economici che vi girano intorno – la fa da padrona, si è andati via via trascurando sempre di più lo strumento nobile e puramente altruistico dell’adozione. Di bambini, non di embrioni.
Se ne parla sempre meno perché sempre maggiore è il numero di famiglie che preferiscono cedere al richiamo delle sirene della fecondazione assistita, in nome di una voglia di maternità e paternità egoica (“vorrei che avesse i miei occhi”) e/o egoistica (“vorrei sentirlo scalciare”).
L’adozione per i Romani doveva essere “imago naturae”, ovvero ad immagine della natura; con la biotecnologia moderna ci illudiamo che le tecniche di fecondazione assistita siano un modo più vicino a quello naturale di avere un figlio quando, a ben vedere, nell’unione realizzata in laboratorio di un ovulo e di uno spermatozoo (del partner maschile della coppia o di un donatore sconosciuto) allo scopo di ottenere embrioni già fecondati da trasferire nell’utero materno o nella crioconservazione di due embrioni gemelli, per trent’anni, in un frigorifero, di naturale non c’è proprio nulla. 
Ci auguriamo che il 2023 non chiuda peggio di così…noi nel frattempo iniziamo il nuovo anno con una promessa: continueremo a denunciare storture come questa e a sostenere la famiglia e la genitorialità tradizionale.

(tratto da rainews.it) – I neonati “più vecchi” del mondo: sono nati da embrioni congelati 30 anni fa

Sono venuti alla luce, in Oregon, da embrioni congelati nell’aprile del 1992, grazie a procedure di fecondazione in vitro

Sono nati tre settimane fa, il 31 ottobre 2022, ma tecnicamente sono “i neonati più vecchi del mondo”. Si, perché i due piccoli, sono venuti alla luce in Oregon grazie a degli embrioni congelati 30 anni fa, precisamente nell’aprile del 1992 e conservati presso il National Embryo Donation Center (NEDC), un’organizzazione no-profit di Knoxville, Tennessee, che fornisce embrioni donati alle coppie che desiderano un figlio. “C’è qualcosa di sbalorditivo in tutto ciò. In un certo senso sono i nostri figli più grandi, anche se dovrebbero essere i più piccoli”, ha detto il papà Philip Ridgeway, che con la moglie Rachel ha altri quattro figli di 8, 6, 3 e quasi 2 anni, nessuno concepito tramite fecondazione in vitro o con donatori. Quando le persone si sottopongono alla fecondazione in vitro, possono produrre più embrioni di quelli che usano per essere crioconservati, donati alla ricerca per far progredire la scienza della medicina riproduttiva, o a persone che vorrebbero dei figli. “Non abbiamo mai pensato a quanti bambini volevamo, ma che ne avremmo avuti tanti quanti Dio ce ne voleva dare – ha raccontato ancora Philip. Quando abbiamo sentito parlare di adozione di embrioni, è stato qualcosa che ci è piaciuto”.

La notizia del nuovo recordriportata dalla Cnn, fa dunque compiere un balzo in avanti di almeno altri due anni al limite fino al quale è possibile di mantenere vitale del materiale biologico congelato. “C’è qualcosa di sbalorditivo in questo – ha affermato Philip Ridgeway – . Avevo 5 anni quando Dio ha dato la vita a Lydia e Timothy, e da allora ha preservato quella vita”.

“Quando abbiamo intrapreso questo processo, volevamo trovare gli embrioni più indesiderati”, ha detto Rachel. “Cercavamo embrioni che avevano bisogno di una casa perché erano stati trascurati. L’idea di dare alla luce il proprio figlio adottivo era fantastica per me”, ha detto Rachel.