In arrivo sulle tavole europee lo “scaraffone”, con la benedizione dell’UE

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Il cibo del futuro? Gli insetti. Parola di un parterre prezzolato, reclutato tra astronauti (astro-Samantha), influencer (vari), politici (Beppe Grillo… nomen omen?) e truppe cammellate varie, ben disposti a cercare di convincere gli italiani su quanto sia buono mangiare ciò che abbiamo fino ad oggi visto e considerato – giustamente – come qualcosa di immangiabile. Ma, a ben guardare, questo futuro è già oggi.
E’ di queste ore, infatti, la notizia che la UE ha avallato ed autorizzato la commercializzazione di grilli in polvere. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale comunitaria il via libera all’autorizzazione dell’immissione sul mercato di “Acheta domesticus” in polvere parzialmente sgrassata, è stato definitivamente sdoganato il tabù: mangiare insetti sarà alla portata di tutti.
Prevediamo grande giubilo nei salotti buoni o tra le gonfie e comode poltrone di qualche maître à penser della sostenibilità senza se e senza ma: il nemico giurato non è la povertà o le diseguaglianze sociali, per non parlare di cose démodé come le guerre, ma il consumo di carni animali. Questo si che porterà pace e giustizia nel mondo: parola loro. Peccato che, statistiche alla mano, i principali finanziatori e azionisti della nascente industria del cibo sintetico e dell’uso alimentare di insetti siano i grandi gruppi industriali legati agli allevamenti intensivi e alla produzione di carne.
Sarà un caso o, come spesso accade, bisogna “seguire i soldi” per capire i veri metodi che stanno dietro l’ennesima verità di facciata?

(Tratto da tgcom24.it) – Rivoluzione nel cibo 

L’Ue ha autorizzato l’immissione sul mercato di Acheta domesticus, vale a dire i grilli domestici, in polvere parzialmente sgrassata. È quanto prevede il Regolamento di esecuzione della Commissione del 3 gennaio 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale comunitaria.

Il grillo domestico è il terzo insetto approvato in Ue (dopo le tarme della farina essiccate e la locusta migratoria). I prodotti contenenti questi nuovi alimenti saranno etichettati per segnalare eventuali potenziali reazioni allergiche.

La Commissione Ue aveva chiesto, l’8 luglio 2020, all’Autorità europea per la sicurezza alimentare di effettuare una valutazione in merito e il 23 marzo 2022 l’Efsa ha adottato un parere scientifico sulla sicurezza della polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus intero quale nuovo alimento.

Per un periodo di cinque anni, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, viene poi precisato nel Regolamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale comunitaria, solo la società “Cricket One Co. Ltd” è autorizzata a immettere sul mercato dell’Unione il nuovo alimento a base di polvere parzialmente sgrassata di grillo domestico, salvo nel caso in cui un richiedente successivo ottenga un’autorizzazione per tale nuovo alimento.

Critiche e dubbi esprime la Filiera Italia. “Mangi pure gli insetti chi ha voglia di esotico, ma è un gioco in malafede promuoverli per una dieta sostenibile in alternativa alla nostra”, ha commentato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia. “Nessuna riserva, ci mancherebbe altro, per chi voglia assaggiare ‘cibi’ esotici, lontani dalla nostra cultura, sbagliato e diseducativo, però, presentarli come alimenti sostenibili da scegliere in alternativa alla nostra dieta perché meno impattanti sull’ambiente”, ha sottolineato.

“Si tratta di affermazioni false – ha aggiunto Scordamaglia – perché la nostra dieta non è solo di qualità, ma a basso impatto ambientale“. L’agroalimentare italiano, infatti, a fronte del più alto valore aggiunto in Europa pari a 65 miliardi di euro, espressione della qualità prodotta, ha una emissione di CO2 a essa correlata pari ad 1/3 delle emissioni francesi e a metà di quelle tedesche, per non parlare del confronto con altri continenti.

“Inoltre – ha proseguito Scordamaglia – va considerato che molti insetti contengono numerosi elementi antinutritivi che ostacolano il normale assorbimento dei nutrienti, riducendone l’efficienza nutrizionale, per non parlare delle sostanze chimiche contaminanti e causa di intossicazione, come quella avvenuta nel 2007 in California per consumo di cavallette importate dal Messico, sostanze spesso presenti in questi insetti, dato che molto spesso essi sono importati da Paesi con standard di sicurezza nettamente inferiori ai nostri”.