Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura 63

217
«L’essenziale di una candela non è la cera che cola, ma la luce». 
(Cittadella, Antoine de Saint-Exupéry – AGA Editrice)
Antoine de Saint-Exupéry, come già fatto nel Piccolo Principe, torna a definire il concetto di essenziale. Questa volta prende una candela ad oggetto di metafora: quello che conta non è la cera di cui è composta ma la luce che essa propaga.
La cera rappresenta la dimensione materiale destinata ad esaurirsi e soggetta a deterioramento per l’utilizzo o per lo scorrere del tempo. La luce è simbolo dello spirito, la candela non termina in se stessa, illumina e riscalda ciò che le sta intorno, è visibile a distanza e la sua azione è percepibile anche oltre la sua presenza.
Il fine ultimo della candela non è quello di dare forma a un cumulo di cera ma di estendere le potenzialità di quella materia inanimata affinché, ordinata a dovere e soggetta a certe condizioni, possa produrre – come per magia – qualcosa di superiore a sé: la luce.
Allo stesso modo, l’uomo non è solo carne ma contiene in sé lo spirito. Riconoscere questa presenza, scoprire qual è la propria vera realtà e fare ciò che si è chiamati è l’unico modo di realizzarsi pienamente. Questo è l’essenziale nella vita dell’uomo.