Tecnoribellione e ritorno alla Tradizione

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Il legame con la propria storia, con la propria cultura e con la propria terra, ovvero con la propria tradizione, era una cosa del tutto naturale per gli uomini del passato, prima della rivoluzione francese del fatidico anno 1789. Di conseguenza, il popolo era al tempo stesso creatore e fruitore di cultura. Un popolo artefice quindi e non solo subalterno
Dopo il periodo rivoluzionario, in senso sovversivo, seguito dal risorgimento e poi nella prima metà del novecento dalle due guerre mondiali, negli anni ‘70 del novecento si iniziò a parlare di globalizzazione.
E’ luogo comune che con lo sviluppo della tecnologia e dei mezzi di informazione siamo diventati tutti più colti. Ma è davvero così? C’è più di un motivo per dubitarne.
In primis perché la tecnologia ha prodotto un’evidente disarmonia tra l’uomo e i mezzi di cui dispone, per il semplice fatto che gli stessi mezzi sono più avanti di lui.
Oggi chiunque, anche l’uomo più “bruto”, può schiacciare il pulsante di un telecomando del televisore o di un telefono, ma poi, cosa sa di quel telecomando? Sa com’è fatto, come funziona, cosa c’è dietro quell’oggetto? La maggior parte delle persone lo ignora completamente.
Noi conosciamo il mondo che ci circonda molto meno dell’analfabeta che viveva sotto l’Antico Regime. Perché il contadino o il popolano avevano una totale padronanza dei mezzi di cui si serviva, ed era all’altezza della stessa cultura che aveva prodotto quegli strumenti.
Oggi non è più così.
Giusto per fare un esempio, per inquadrare meglio il livello della cultura moderna: la moda, qualcosa di assurdo. Basta una suggestione, sempre indotta, e mai spontanea, che l’uomo moderno cambia subito opinione su tutto. Cosa pensereste se un chirurgo domani si svegliasse e dicesse: <<oggi uso questa tecnica perché va di moda>> (cosa che ci ricorda molto ciò che è avvenuto questi ultimi tre anni di “emergenze sanitarie”). Chi si farebbe operare da un pazzo del genere?
Poche persone si rendono conto che, mentre stai “semplicemente” seduto a guardare la TV, dentro quella scatola che frigge invece c’è qualcosa di estremamente complesso, e tutta questa complessità con cui siamo a contatto, ma che ci sfugge di mano, finisce per indebolire la creatività, la fantasia ed anche il raziocinio dell’uomo.
Una massima del passato diceva che “la difficoltà aguzza l’ingegno”, oggi invece è tutto il contrario, tutto deve essere facile e veloce e a portata di un click. Per questo è stato inventato l’intrattenimento: per trattenerti dal pensare con la tua testa e magari aprire un libro e leggerlo addirittura. Si educa al brutto e ricordiamo che <<chiunque vuole affermare il brutto come valore è nostro nemico>>. 
L’uomo moderno quindi è stato ridotto a larva, alla passività, al guardare: vede cantare, vede danzare ma lui non canta e non danza più.
Da questo si deduce che l’elemento passivo, nella società moderna, è più sviluppato dell’elemento attivo. Persino nello sport c’è una massa che assiste al gioco, stessa cosa nel cinema e ancor di più sui social, dove assisti alla vita degli altri (soprattutto influencer e magari invidiandoli pure), queste cose non sono più azione-viva ma riproduzioni.
Questa è la società del surrogato, la società delle cose finte. Da social e TV, ad esempio, si resta nel passivo, dalla quella scatola che guardiamo tutto il giorno o da quel telefono che teniamo in tasca, ci viene una cultura codificata ed immodificabile, un sottoprodotto marcio che non dovrebbe esistere e che nuoce alla salute sia mentale che fisica.
Una ricerca che è stata fatta su ragazzini adolescenti negli Stati Uniti –  a quella età hanno già 10.000 ore di contenuti televisivi che si muovono nel loro subconscio – ha dimostrato che sono in possesso di un quantitativo di nozioni enorme, ma qualitativo molto inferiore a quello dei loro coetanei dell’età pre-televisiva. 
A questo sovvertimento della natura umana noi opponiamo il legame eterno della Tradizione, consci del fatto che bisogna lavorare con impegno e dedizione per opporsi alla crescente desertificazione delle anime, per ristabilire quell’ordine divino che Dio ci ha donato, per la nostra vera rinascita spirituale e la restaurazione di una società più giusta ed a misura d’uomo