Omicidi senza movente – Roberto Giacomelli

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(www.centrostudiprimoarticolo.it) – di Roberto Giacomelli

La violenza è profondamente radicata nella natura umana, è la Pulsione di Morte secondo la teoria freudiana, che si contrappone alla Pulsione di Vita, la forza vitale o libido.
Nella mitologia greca due principi divini antagonisti, Eros e Thanatos ancora una volta riportano alle due forze, l’amore e la morte sulle quali si regge la vita dell’Anima.

La potente repressione dell’aggressività esercitata dalla società più violenta ed ipocrita della Storia, scatena la furia omicida nei soggetti più fragili e labili. L’aggressività fattore naturale di adattamento indispensabile per la sopravvivenza nell’ambiente se viene negata provoca comportamenti violenti.
La demonizzazione dell’atteggiamento virile, il piacere della lotta, il confronto, il senso di dominio e di conquista che hanno mosso la Storia, scatena una violenza incontrollata e senza senso.
La “società liquida” priva di ogni riferimento superiore è caratterizzata dalla fragilità mentale, dal decadimento morale, con il conseguente indebolimento dei freni inibitori che permette lo scatenamento delle pulsioni più ferine.
Le cronache quotidiane riportano di efferati delitti, stragi familiari, uccisioni di persone sconosciute senza un preciso movente, una spinta omicida che non ha motivo apparente.

Nel Stati Uniti, come sempre all’avanguardia nei processi di decadimento mentale e culturale, si verificano con regolarità attacchi a scuole, supermercati, luoghi di aggregazione da parte di cosiddetti “lupi solitari” che compiono inspiegabili stragi. Come tutte le altre mode tossiche importate da oltre Oceano, anche questa ha subito attecchito nella vecchia Europa – come la rivoluzione borghese del 1968, lanciata dai rampolli delle famiglie benestanti nei campus universitari – la diffusione dell’uso di sostanze psicotrope ed in ultimo la follia woke, con la cancellazione della memoria storica, in un popolo che di Storia ne ha ben poca. Ma il male sottile americano più pervasivo è il trionfo della civiltà nutritiva, l’unica della Storia fondata sul profitto, sulla discriminazione di censo, sulla ricchezza come segno di preferenza divina secondo lo spirito protestante.
La perversa visione ha infettato il vecchio continente culla della civiltà occidentale distruggendo tradizioni e cultura.
Il senso di inferiorità degli europei è sintomo di provincialismo e sottomissione culturale, paura di essere se stessi confronto a chi viene dal vuoto assoluto. L’accanimento della patria del capitalismo finanziario contro gli Stati che difendono le loro tradizioni è sintomatico della vera inferiorità di un popolo senza identità.
La perdita dell’immagine individuale, familiare e sociale scatena gli accessi psicotici dei carnefici, sradicati, cittadini marginali, elementi estranei provenienti da altre culture che non si sono assimilati a quella del denaro, risultato del fallimento delle politiche di integrazione.
Afroamericani, asiatici, proletari bianchi della provincia profonda, che si sentono esclusi dal banchetto dei consumi compulsivi, la cui impotenza psichica sfocia in pulsione distruttiva.
Anche in Europa la distruzione del tessuto familiare e sociale. la morte della comunità provocano la fragilità psichica in soggetti che non elaborano l’abbandono e temono la deprivazione affettiva. La risposta emotiva all’esposizione ad un dolore insopportabile è lo scoppio della violenza immotivata, priva di movente, patologica. Persone ritenute mentalmente stabili, non devianti o alienati, di colpo si trasformano in mostri sanguinari e sterminano spietatamente i congiunti, i vicini di casa o chiunque sia sulla loro strada.
L’emersione dell’Ombra, serbatoio naturale delle pulsioni violente e moralmente esecrabili, repressa dalla società del falso buonismo che condanna la boxe, ma permette le forme più sordide di sfruttamento esplode nella violenza senza ragione.
L’imposizione di regole assurde, le restrizioni della libertà, il controllo ossessivo del capitalismo della sorveglianza fanno da detonatore per gli scoppi di rabbia incontrollata.

La società iperliberista promotrice dei diritti delle più incredibili minoranze soffoca quelli dei cittadini, spingendo la classe media verso la povertà e la tirannide sottile della democrazia autoritaria. Il sano istinto di ribellione è inibito dallo stato di ipnosi collettiva generato dalla spettacolarizzazione della realtà, dal superamento del virtuale sul reale, dall’abuso di strumenti tecnologici che depotenziano le facoltà mentali.
Le stragi, gli omicidi familiari, i delitti senza senso aumenteranno con il disagio psichico dovuto ad una realtà disumana, ad un mondo dove si lavora per comprare e si compra per creare lavoro. L’assoluta mancanza di valori, la fine delle Idee vere ragioni del cuore, l’occultamento degli Dei della stirpe, ha creato il deserto dell’anima.
Solo la riscoperta delle radici, la rinascita della spiritualità degli europei con i suoi simboli e i suoi miti può salvare dalla follia collettiva.

“ La vera terapia consiste nell’approccio al divino, più si raggiunge l’esperienza del divino, più si è liberati dalla maledizione della patologia”
Carl Gustav Jung