Passa la ‘legge Trans’ in Spagna: cambio sesso dai 16 anni

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Via libera alla ‘legge Trans’ in Spagna: sarà possibile cambiare sesso all’anagrafe a partire dai 16 anni senza alcun certificato medico. Dopo un lungo iter legislativo e un acceso dibattito pubblico, passa al parlamento spagnolo una legge pensata, e fortemente voluta, dal mondo LGBTQ+ per una ‘libera’ ‘autodeterminazione di genere’ che prevede anche delle modifiche alla legge sull’aborto e un nuovo congedo per mestruazioni ‘invalidanti’ coperto dallo Stato. Questa legge, promossa dal ministro alle pari opportunità Irene Montero di Podemos, ha però diviso il fronte femminista spagnolo. 
Le femministe storiche sono infatti preoccupate per le derive sul genere e l’uguaglianza che il nuovo femminismo e transfemminismo LGBTQ propagandano. Per numerose femministe la nuova legge ha invero delle lacune di ‘insicurezza giuridica’ nell’applicazione di politiche discriminatorie contro le donne. Dopotutto se tutti possono sentirsi donna un giorno sì, e l’altro pure, come è possibile differenziare e tutelare le donne, quelle vere?
La terra spagnola è da tempo ormai alla deriva, dominata come è da partiti populisti di sinistra e ostaggio delle sette LGBTQ+ e femministe che propagandano l’ideologia gender. Questa nuova legge ne è l’esempio più lampante: oggi qualsiasi adolescente, in piena crisi, può decidere senza alcun parere medico, o l’assenso dei genitori, di cambiare sesso sui documenti. Quello che i promotori dell’ideologia gender definiscono come un grande successo non è altri che l’ennesimo abuso verso persone confuse e in difficoltà, verso ragazzini che stanno vivendo una fase molto importante della loro crescita e che rischiano di perdersi per sempre.
È necessario continuare a combattere queste derive gender, combatterle in ogni dove e in ogni momento. È necessario proteggere i più giovani, esposti a continue sollecitazioni visive, e non, dai mass media e dai social; difenderli per potergli garantire un felice e prospero futuro

(tratto da ansa.it) – Spagna, al via ‘legge trans’ e congedi mestruali

A partire dai 16 anni sarà possibile chiedere la modifica del proprio sesso all’anagrafe.

Via libera definitivo del Parlamento spagnolo alla cosiddetta “legge trans” e a una riforma della normativa sull’aborto.

Il “sì” finale è arrivato in entrambi i casi dopo un ultimo passaggio al Congresso dei deputati.

La legge ‘trans’ contempla il diritto alla libera “autodeterminazione di genere” per tutti gli over 16. La riforma sull’aborto include un congedo per mestruazioni “invalidanti” coperto dallo Stato.  La nuova legge contempla la possibilità di chiedere la modifica del proprio sesso all’anagrafe (attraverso una doppia dichiarazione a distanza di tre mesi) senza autorizzazioni giudiziarie o mediche a partire dai 16 anni (dai 14 previo assenso genitoriale)

La cosiddetta “legge trans” spagnola, una norma che stabilisce nuovi diritti per le persone transgender come quello “all’autodeterminazione” ha affrontato il suo ultimo passaggio in Parlamento con la votazione finale sul testo, dopo i “sì” preliminari già espressi tra dicembre e la settimana scorsa dalla stessa Camera e dal Senato. La legge è stata promossa in particolare dalla ministra delle Pari Opportunità Irene Montero (Unidas Podemos) e richiesta da collettivi LGTB+. La legge e le conseguenti polemiche hanno provocato divisioni profonde all’interno del vasto e influente movimento femminista spagnolo: in particolare, una parte delle femministe si dice contraria a questa norma in quanto vede in essa problemi potenziali di “insicurezza giuridica”, di applicazione di politiche contro la discriminazione delle donne e per quanto riguardo l’autodeterminazione dei minori di 18 anni.

La norma non contempla questioni riguardanti processi ormonali, che sono invece trattati in norme regionali, spiega La Vanguardia. Nella seduta odierna, il Congresso è stato chiamato anche alla votazione definitiva di una riforma della legge sull’aborto volto a favorirne l’accesso. La norma contempla anche congedi mestruali pagati dal primo giorno dallo Stato per donne con cicli “invalidanti”.