Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura 65

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«La morte del giardiniere non lede un albero, ma se tu minacci l’albero allora il giardiniere muore due volte». 
(Cittadella, Antoine de Saint-Exupéry – AGA Editrice)
Il giardiniere dedica la sua vita alla cura dell’albero e in un certo modo trasmuta in esso la sua stessa esistenza. Il giardiniere dopo la morte continua a vivere in quell’albero; se è l’albero a morire anche il giardiniere muore un po’.
La vita non è fatta per essere conservata ma per essere offerta. Il modo migliore per spendere la propria vita è di dedicare il tempo a disposizione per donarsi agli altri e così facendo rinunciare a poco a poco a se stessi.
Non a tutti nel corso della vita sono riservate le stesse opportunità perché non tutti sono uguali.
Quello che conta è che ciascuno, ognuno nel proprio ruolo e per la propria parte, faccia quello per cui è chiamato su questa terra. Vale la regola che chi può di più deve di più. 
Non sempre il darsi da fare è sinonimo di donarsi, molto spesso è sterile attivismo perché privo di creatività, responsabilità e soprattutto di consapevolezza. Quello che conta non è la quantità delle attività che si compiono ma la qualità e l’intenzione.
Colui che vive nella paura della morte è rinchiuso nella propria condizione terrena, non è libero e non può donarsi.
Chi ha paura di donarsi perde quel poco che ha, perché l’unico modo per ricevere è condividere. Chi vive una vita pensando solo a se stessi non si dona, si impoverisce, rimane isolato dalla comunità e perde ogni gioia della vita. 
La felicità, infatti, consiste nel trasfigurarsi in qualcosa che durerà più di se stessi.