Rigenerazione Evola | Le poesie giovanili di Julius Evola (terza parte)

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Tratto da RigenerazionEvola


Torniamo con una nuova puntata dello speciale dedicato alle poesie giovanili di Julius Evola, estratti dalla raccolta “Raâga Blanda”, edita da Scheiwiller nel 1969. Stavolta vi proponiamo tre componimenti (senza titolo) tratti dalle “Stimmungen”, costituenti un capitoletto a parte nella raccolta. Stimmung (al singolare) indica, in tedesco, tra le altre cose, lo stato d’animo, l’umore, ma anche l’atmosfera, il clima. Un insieme di poesie che rispecchiano quella primigenia struttura omogenea e composta dei primi componimenti di Evola, anteriore alla disarticolazione dadaista, ancora molto intrisi di tratti tardo-romantici, decandentistici e simbolistici; stando a quanto spiegato da Evola nell’introduzione a “Raâga Blanda” (“Queste composizioni risalgono al periodo compreso fra il 1916 e il 1922. L’ordine in cui qui sono stampate corrisponde ad un dipresso a quello cronologico della loro elaborazione“), per la quale rimandiamo alla prima puntata, le Stimmungen, come le poesie del paragrafo “Schizzi”, dovrebbero essere cronologicamente tra le prime e risalire, quindi, al 1916 e poco oltre, quando Evola aveva intorno ai diciotto anni.

Dal punto di vista della resa grafica dei testi, ribadiamo che abbiamo proposto i versi in modo più affine all’impostazione poetica classica, al fine di dare agli stessi un carattere di più immediata comprensione, rispetto alla loro impaginazione originaria, priva di punteggiatura (salvo i punti esclamativi), e con spazi bianchi e maiuscole ad indicare pause di lettura.

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di Julius Evola

Estratti da Raâga Blanda (1969)

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Stimmungen

I.

Un vento incolore va per gli sbadigli della solitudine
[e asperge neri crisantemi
Come sempre sorde e possenti sotto il cielo piovoso
[marciano senza meta grandi moltitudini
Un mare sporco ribolle ancora dopo la tempesta
esso ha lasciato relitti di ignoti naufragi sulle sponde
e ora dei vecchi li raccolgono pei loro fuochi
Vi è una sognante sfilata di vascelli-fantasma al tramonto,
o mia anima!
Una berceuse (1) pallida e antica nel mio sangue
verso i salici curvi sull’acquitrino

“Fishermen at sea” di William Turner (1796)

 

II.

Nei crepuscoli piovigginosi andava pel fangoso stradone suburbano
Portava un peso troppo greve per lui
il vento gli frustava il volto
Mucchi di rifiuti addossati alla muraglia bruciavano insensibilmente
[mandando lente spire di fumo
Ogni cosa era triste e grande e abbandonata
Ogni cosa gli sembrava essere stata già vista
già sofferta
Nell’ombra dall’odor di resina coppie avvinte
e un rotolio lontano di carri gli stringeva il petto
Il cielo sbiadito agonizzava nel vento
come lui
come lui

 

III.

Tepide rose s’incurvano
chiome aeree tessono in un opale stemperato mobili cerchi
Vi sono festoni fra le piante pel passaggio di un popolo propizio in tulle
freschezza di giovane primavera sotto un cielo celeste-maiolica
ai balconi piccoli fauni applaudono
[alle orchestrine che se ne vanno alla campagna a passo di minuetto
Al disopra delle cupole di raso vi sono grandi girandole
Una lieve brezza sulle colline fra i fiori di pesco e le zàgare
[fa aprire grandi occhi stupiti
Soltanto nell’iperbole silenziosamente scrosciante del meriggio
alcuni servitori in nero escono a raccogliere veli scuri
che sono distesi sul paesaggio
e di cui forse nessuno si è accorto.

“Kunstnerfest på Skagen” (festa degli artisti a Skagen) di Peder Severin Krøyer

 

Nota redazionale

(1) Berceuse in francese indica la ninna nanna (e, per estensione e in senso figurato, la sedia a dondolo). Da notare che questo è anche il titolo di una composizione per pianoforte di Fryderyk Chopin scritta fra il 1843 e il 1844, considerata uno degli ultimi capolavori e una delle opere più sperimentali del musicista polacco. Il titolo originale sembra fosse Varianti, poiché il pezzo si basa su una serie di ben quattordici variazioni su un tema brevissimo. Poiché la parte della mano sinistra ricordava un andamento da ninna nanna (appunto berceuse in francese), gli amici suggerirono a Chopin questo titolo, in sostituzione dell’altro, che risultava poco convincente. Questo andamento basato su continue variazioni potrebbe anche mettere in relazione la composizione con il concetto sotteso alle Stimmungen, ma non è dato sapere se Evola nel suo verso volesse fare riferimento o meno all’opera di Chopin.