Evento | (Contro)Kultur a Milano (20.05.23)

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(CONTRO)KULTUR
Dall’Egemonia culturale al politicamente corretto: quale spazio per l’informazione alternativa?
 

FUOCO a confronto con Roberto Giacomelli


Il politicamente corretto nuoce gravemente alla salute! Ma esistono ancora degli spazi per rompere la “cappa” (mefitica) del pensiero mainstream?
La risposta è sì, ma per farlo manca anzitutto una (Contro)Kultur, cioè una visione, un progetto, una rete. Facile a dirsi. Perché queste tre paroline magiche – visione, progetto, rete – non si costruiscono con una conferenza né con gli slogan: servono anni, impegno, metodo. A Sinistra, invece, la tesi dell’egemonia gramsciana, e quindi del dominio e dell’occupazione della cultura, l’hanno capita da almeno 70 anni a prescindere dal fatto che l’abbiano poi utilizzata per obiettivi decisamente diversi da quelli auspicati dal suo padre nobile, Antonio Gramsci: acquisire prebende e posizioni di rendita e di potere per sé e i propri fidi adepti. Poco conta che oggi gli eredi di punta di Gramsci siano, a ben vedere, Fedez o i Maneskin e non gli intellettualoni (titolati) di un tempo che fu. Segno dei tempi. 
 
È molta la strada da recuperare, ma la frammentazione e l’implosione di ogni ideologia, e collateralmente l’indebolimento (non la sconfitta!) di ogni struttura para-partitica operante nel settore della cultura, apre comunque degli spazi. Proprio di tutto questo parleremo Sabato 20 maggio all’incontro “(Contro)Kultur: dall’egemonia culturale al politicamente corretto”, discutendone con Roberto Giacomelli, psicanalista e naturopata, formatore di difesa psicologica e combattimento reale, già maestro di sport da combattimento. L’appuntamento per tutti è per sabato 20 maggio, ospiti di “Il Presidio”, nella sede di Piazza Aspromonte 31 a Milano.
 
Nessuna certezza sul poter rovesciare le sorti della partita – o almeno, non subito, non oggi – ma delle possibilità e delle modalità per iniziare a farlo sì, ci sono. Pensiamo, per esempio, alla possibilità di occupare degli spazi lasciati sempre più scoperti dal nemico, come il presidio della carta stampata e dell’informazione reale e di prossimità e scampare al dogma della comunicazione (solo) virtuale. “FUOCO” è proprio – senza falsa modestia – uno di questi (piccoli, ma tenaci!) tentativi. Come tanti altri, del resto, anche come territori e sedi che resistono all’avanzare del pensiero unico. 
L’esigenza di andare oltre le categorie imposte dalla narrazione dominante, spingendosi oltre la dicotomia del bene/male imposta dal mainstream/politicamente scorretto, è quella di riuscire a cercare una via in grado di rompere i cliché e farci trovare esattamente dove l’avversario non si aspetta di trovarci, riprendendoci spazi e modalità di contatto lasciate sguarnite dal nemico.
Ma senza rinunciare alla nostra identità, anzi, liberandosi dalle zavorre di esotismi e originalismi vari per tornare ad affermare i capisaldi della nostra Tradizione.