Heliodromos | I beni più preziosi

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(Heliodromos, estate 1987) – Si narra che, dopo la prima invasione gallica, Roma fu devastata da un terremoto che apri nel Foro un largo crepaccio.
Gli àuguri dissero che questa voragine non si sarebbe chiusa, finchè non si fosse gettato dentro ciò che Roma aveva di più prezioso. Ma malgrado molti romani si prodigassero a gettarvi dentro i gioielli più preziosi posseduti, la voragine non si chiuse; finchè un giovane patrizio di gran valore non chiarì che le cose più preziose di Roma erano la fedeltà a Roma Eterna, il coraggio dei suoi cittadini e la disponibilità al sacrificio e, pronunziando queste ultime parole, armato di tutto punto, si gettò col cavallo nella vasta voragine, che subito si chiuse.
Ora se poniamo attenzione per un attimo alla voragine che c’è in noi, ed in generale a quella che separa l’uomo moderno da quello della tradizione, ci si rende conto che, al di là di ogni logica diatriba, le uniche cose in grado di colmare il divario di noi moderni dal mondo della Tradizione, consistono nel riuscire ad incarnare uno stile di vita in cui i valori della Tradizione (ONORE, FEDELTA’, AZIONE EROICA) possano rivivere e operare concretamente in noi.
Chi non riesce a determinare nella sua esistenza questa condizione interiore è uno sconfitto. E’ prima o poi troverà rifugio nel mondo moderno e suggerà da quel mondo, che con le parole respingeva, il veleno per la sua perdizione.