Vires VS Virus • pillole tradizionali contro il contagio della paura 78

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«La parola falsa la realtà per afferrarla, la semplifica per insegnarla e l’annulla per comprenderla». 
(Cittadella, Antoine de Saint-Exupéry – AGA Editrice)
La parola limita la conoscenza al solo aspetto formale e superficiale, perciò è inadeguata a descrivere la realtà. Con il linguaggio verbale si può al più fornire un riflesso sul piano materiale, utile pur sempre come sostegno per avvicinarsi alla conoscenza profonda e a risvegliare quelle facoltà superiori insite nell’uomo seppur sopite e ignorate.
Il linguaggio ordinario, a differenza del linguaggio simbolico, può esprimere solamente il livello superficiale della realtà.
La parola è in grado di trasmettere una conoscenza esteriore cioè tutto ciò che si può comunicare sul piano razionale in cui operano le facoltà d’ordine individuale a cui è preclusa la conoscenza dell’universale.
Al contrario della ragione, l’Intelletto – la cui sede è nel cuore dell’uomo – supera l’individuale e raggiunge la conoscenza metafisica che è universale e per questo non esprimibile a parole.
La realtà – intesa come ‘causa prima’ e origine della manifestazione sensibile – è incomunicabile per questo è riservata ai simboli la funzione di ponte verso gradi della conoscenza preclusi alla parola per la sua stessa natura analitica e razionale.
D’altra parte, come lo stesso Autore affermava ne “Il Piccolo Principe”, confermando che la realtà – il principio da cui scaturisce il mondo sensibile – va ben oltre i sensi umani, «Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi».