Gioventù che arde – Recensione del campo estivo 2023

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Come da quasi mezzo secolo a questa parte, anche quest’estate è arrivato il campo di Formazione Tradizionale organizzato da Heliodromos. Più generazioni di militanti da diverse parti d’Italia si ritrovano ai piedi dell’Etna per riscoprire la Normalità tradizionale, ormai scalzata dalla mediocre ordinarietà borghese.

In questa settimana di lavoro, militanza, cameratismo (e sana goliardia), in un contesto naturale, si vive appieno la
Norma, l’ordine che svela l’essenziale, lasciando da parte, invece, tutto ciò che è superfluo.
Una settimana in cui ciascuno ha la possibilità di mettersi alla prova, anziché schivare le sfide. Il campo è infatti formazione – edificare la propria persona attraverso il lavoro manuale – Comunità – condivisione della semplice bellezza di una vita spartana – ed, infine, un laboratorio in cui elaborare strategie, progetti e iniziative per condurre la battaglia nell’anno militante alle porte.

  Un momento centrale del campo è, senza dubbio, l’ascesa all’Etna. Anche quest’anno, l’escursione ha rappresentato qualcosa di più di una semplice marcia: un vero confronto con sé stessi, con i propri limiti, pur senza mai scadere nell’eccesso titanico delle scelte irresponsabili. Un’esperienza-limite, in un certo senso: chi, nell’ordinarietà cittadina, è abituato camminare per un’intera giornata con acqua e cibo razionato?
L’attenzione principale, però, è rivolta non tanto al risultato sportivo, quanto al perché lo si fa: risvegliare il “drago” che scalpita dentro di noi (“chi te lo fa fare?” “torna indietro!”) per imparare a domarlo, gestirlo. Fare della nostra anima, insomma, un campo di battaglia, dove far prevalere l’eroe sul borghese. Un insegnamento prezioso per essere veramente diversi nell’omologazione contemporanea, dove l’uomo è addomesticato dalla pretesa del tutto e subito, ed essere, così, portatori, nelle tante battaglie che attendono i militanti fuori dai cancelli del Campo, della forza rivoluzionaria della Tradizione.
Si ritorna in pianura con il cuore pieno di Verità, gli occhi pieni di Bellezza e sulle labbra ancora i nostri canti belli.
 
Le schiere sono riunite. E sono pronte a dare battaglia.
Pro aris et focis!