Basta offendere la montagna

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L’articolo seguente riporta solamente una delle numerose e frequenti vicende che anche quest’estate si sono consumate sulle nostre magnifiche vette: personaggi totalmente fuori luogo che vengono soccorsi per essersi avventurati in zone impervie con scarse attrezzature o comunque non adeguate a quel determinato contesto.
Non è la prima e purtroppo non sarà l’ultima volta che con sandali e ciabatte qualche sprovveduto affronterà sentieri in alta quota.
Spesse volte ciò accade perché alla sana consapevolezza dei propri limiti (anche esteriori, fisici in questo caso) ed alla conseguente rinuncia, si antepone la vanità e l’egoismo di aggiornare il proprio profilo con qualche scatto mozzafiato, o per avere pronta l’eroica storiella da raccontare nei giorni seguenti.
Chi ha intrapreso e sta percorrendo il cammino della Tradizione, non può che condannare questi comportamenti, che vanno a mancare di rispetto a sé stessi oltre che alla montagna e alla natura stessa.
Affrontiamo ogni ascesa in maniera consapevole ed essenziale, lasciando fuori dallo zaino narcisismo e vanità, come lo stile tradizionale vuole.

(tratto da tg24.sky.it) – Forni di Sotto, bloccati in vetta coi sandali: salvati con l’elicottero

La comitiva è stata tratta in salvo con un oneroso intervento dell’elicottero sanitario Fvg, con il tecnico del Soccorso alpino a bordo, che li ha raggiunti e recuperati con il verricello. Non riuscivano a superare i detriti provocati da una piccola frana a causa delle scarpe aperte che indossavano

Bloccati da una piccola frana a 2 mila metri, non lontano dalla vetta della montagna, perché coi sandali di gomma non riuscivano a varcare i detriti. La disavventura per un gruppo di escursionisti – quattro ragazzi di Padova tra i 20 e i 30 anni, con un cane al seguito – è accaduta nel tardo pomeriggio di Ferragosto a Forni di Sotto (Udine) nelle Dolomiti friulane. La comitiva, spiega il Soccorso Alpino, è stata tratta in salvo con l’intervento dell’elicottero sanitario del Friuli Venezia Giulia, con il tecnico del Soccorso alpino a bordo, che li ha raggiunti e recuperati con il verricello.

L’allarme è stato lanciato quando si sono accorti che non sarebbero riusciti a scendere a valle prima che arrivasse buio. Il soccorso alpino friulano – regione dove non si pagano i soccorsi, nemmeno quelli per comportamenti inappropriati – ha lanciato un appello a recarsi in montagna seguendo regole di comportamento e un dress code sicuro: ad accompagnare l’invito, l’emblematica immagine dei piedi nudi dei giovani dispersi e dei sandali da spiaggia indossati dagli escursionisti. Fotografia che ha scatenato la polemica sui social, con più voci che ora invocano l’addebito dei costi del soccorso.