Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali della Libreria Cinabro

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Socialismo Fascismo Europa

Descrizione

«Bisogna fare l’Europa così come è necessario respirare per non morire»

«La più importante raccolta degli scritti politici di Drieu a cura di Jean Mabire. Un altro autore francese che ci trasmette uno stesso messaggio europeo è Pierre Drieu La Rochelle. (…) Drieu non è stato soltanto un romanziere; ma uno scrittore politico, forse il più lucido testimone dell’esperienza europea del fascismo. È perciò che invitiamo a rileggere l’antologia politica di Drieu curata da Jean Mabire, da cui il lettore può trarre un quadro completo della fede e della passione di questo autore. Fede nell’Europa, per cui Drieu si fece propagandista del nuovo ordine hitleriano, e tragica passione di chi vede il suo sogno infranto e l’Europa distrutta. (…) Drieu, che aveva scelto per sé la scomoda missione del profeta e del testimone, non volle sopravvivere al crollo del fascismo e si uccise il 15 marzo 1945 per denunciare la tragedia dell’Europa (…)» (Da L’Italiano del 15 novembre 1968).

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Svelare la morte

Descrizione

Con una prefazione a cura di Marcello Veneziani, questo saggio coinvolgente è stato pubblicato per la seconda edizione da Cinabro Edizioni nel 2023, dopo il suo debutto con Rusconi nel 1980. Il libro fa parte della collana Paideia e conta 134 pagine che vi condurranno in un viaggio straordinario.

Fausto Gianfranceschi, noto scrittore e giornalista, ha dedicato la sua carriera a esplorare temi culturali ed esistenziali complessi. Come caposervizio per le pagine culturali de Il Tempo e direttore di Intervento, la rivista culturale fondata da Giovanni Volpe, Gianfranceschi ha lasciato un’impronta duratura nel panorama letterario italiano.

In “Svelare la Morte”, Gianfranceschi sfida il divieto contemporaneo di affrontare apertamente il tema della morte. Attraverso una prosa rapsodica, l’autore esplora il significato e il tabù della morte stessa. Questo libro affronta la morte come fondamento della ricerca dei limiti naturali e come compimento della vita. Attraverso la sua analisi, scoprirete l’azione dell’invisibile nel mondo e la virtù metamorfica della realtà.

Gianfranceschi ci spiega che negare la morte significhi legittimare il disordine e la violenza. Accettare la morte, al contrario, ci permette di addomesticarla e di comprendere il suo significato simbolico. Queste pagine offrono una riflessione profonda non solo sulla morte, ma sulla vita stessa, esplorando i limiti invalicabili, la deperibilità dell’esistenza, la corruzione umana e l’eroismo.

“Svelare la Morte” è un invito a riconsiderare il nostro rapporto con la morte, a riconoscere la sua forza metaforica e a comprendere che negare la sua esistenza significa negare la nostra stessa vita. È un libro che sfida le convenzioni e ci invita a riflettere su temi fondamentali dell’esistenza umana.

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Dietro le linee

Descrizione

“In qualità di ufficiale dell’esercito
imperiale, avevo ricevuto una
consegna: sarebbe stato vergognoso
per me non essere all’altezza
di osservarla.”

Nel 1945, nell’isola filippina di Lubang, il nipponico Hiroo Onoda, tenente dell’esercito imperiale, riceve dal suo comandante, il maggiore Yoshimi Tanigushi, una consegna: di rimanere a Lubang. compiendo azioni di guerriglia contro i soldati americani dopo il loro sbarco nell’isola, di resistere a ogni costo, perseverando in attesa di nuovi ordini, senza prestar fede a qualsiasi ingannevole invito alla resa.
A 23 anni, egli comincia così la propria “guerriglia di treni’anni” nella giungla di Lubang. Essa termina nel marzo 1974, allorché, recatosi ili proposito nell’isola, il maggiore Yoshimi Tanigushi solleva dalla consegna il tenente Hiroo Onoda, dopo avergli comunicato la dichiarazione il capitolazione dell’Imperatore nel 1945.
Deposte le armi. Hiroo Onoda abbandona finalmente Lubang riportando con sé in Giappone la propria spada di samurai, da lui custodita per trentanni nella foresta filippina.

Qui, in azione dietro le linee, è una figura specificamente umana: Hiroo Onoda. Ma dietro ancora, e sopra di questa, al vertice dei propri lineamenti particolari si staglia, quale immagine sovraumana, la i d è a dell’uomo: come specie essenziale che oltrepassa ogni combinazione temporale, condizione razziale, limitazione terrestre.

Dietro le linee è il racconto della passione virile della volontà, di un portamento ascetico “fuori linea”, di un dispositivo esistenziale eccentrico – perché eroico – rispetto al sistema dell’umanismo contemporaneo. Per questo la sua scrittura ferma riceve, impressa ab origine, e rivela, in proiezione delle fattezze narrative, la fisionomia propria di una incomune filosofia della volontà. Di quella volontà dementante e naturante che “rettifica la filosofia dei letterati, conformandola a “disciplina militare dell’anima”: per significare una grandezza che ha da essere degna della Vita  prima di stare al servizio della vita.

In noi disordinati e ordinari europei moderni, l’avventura ordinata e straordinaria di Hiroo Onoda non può destare che meraviglia e stupore. La volontà austera di quest’uomo d’arme, vero monaco-guerriero,  avrebbe  invece confermato nell’ellenico Eschilo l’ammirazione per il tragico volere degli eroi arcaici: “È la volontà a tracciare e coltivare nell’anima il solco da cui i semi di nobili imprese germogliano.”

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Il rientro in Italia 1948-1951

Descrizione

10 agosto 1948. Giulio (Julius) Evola, pittore e filosofo, rientra in Italia dopo quattro anni di esilio forzato. Disagiato e morto “per metà” a causa della paralisi agli arti inferiori, riprende alcuni vecchi contatti spinto da motivi pratici, ma anche dalla volontà di dar vita a un sodalizio “spirituale” come ai tempi del Diorama filosofico. Non si fa illusioni, la “legittima unione” tra il mito romano e quello nordico-ario è acqua passata. Tuttavia in Europa qualcosa si muove, in Italia ci sono alcuni giovani che si ergono, parole sue, in piedi “tra le rovine”. In un contesto fatto prevalentemente di solitudine, Evola si appresta dunque ad affrontare una delle ultime prove.

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Evola e Dante

Descrizione

Dante Alighieri “visto” da Julius Evola: in questo saggio rigoroso ed esaustivo l’Autore illumina il profondo e continuo interesse nutrito dal filosofo della “rivolta contro il mondo moderno” per il “ghibellinismo fuggiasco” e per la dimensione sovra-religiosa, esoterico-iniziatica, delle sue opere; dimensione tanto più congeniale in quanto nel Poeta – proprio come accadeva nel pensiero dello stesso Evola – “l’elemento iniziatico ebbe connessioni con quello politico-sociale”.

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Sulle orme del capitano

Descrizione

Ion Màrii, esule rumeno nel 1968 delle nostalgie, delle utopie e delle contestazioni, compì un viaggio a Grenoble per ritrovarvi i segni del passaggio di Corneliu Codreanu. Chi aveva conosciuto il Capitano, nel suo soggiorno del ’26-’27, tra gli abitanti della cittadina francese, ne fece all’autore un ritratto commosso e pieno di ammirazione.

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