“Ricordi di un legionario” di Vasile Popa

225

(A cura della Comunità Militante Coscienza e Dovere)
Il progetto di archiviazione, che la nostra Comunità porta avanti senza sosta da ormai 3 anni, continua a dare i suoi frutti. Come è stato per le precedenti scoperte di altri articoli tornati alla luce su Azione Tradizionale, anche in questo caso la sorpresa è tanta perché grazie alla donazione di un nostro camerata bolognese possiamo riportare alla luce la testimonianza – tratta da una copia “Origini” del febbraio 2000 – che il legionario Vasile Popa scrive în memoria di Corneliu Zelea Codreanu su una rivista nel 1998. 
Se ci fossero persone interessate a sostenere il nostro progetto di archiviazione, donando ai nostri archivi del materiale, la Comunità di Coscienza e Dovere si renderà disponibile ad essere contattata tramite l’e-mail: coscienzaedovere@gmail.com 
È ben accetta qualsiasi cosa che si voglia donare a questa battaglia!

Queste poche, semplicissime parole di un legionario, oltre a fornirci qualche particolare storico inedito, confermano lo straordinario carisma del Capitano e la sua natura spirituale, mettendo in luce un aspetto che potrebbe essere definito “cristico”. 

Mi ricordo di colui che fu Corneliu Zelea Codreanu. Che personalità! Per strada, la gente lo seguiva solo per vederlo, solo per toccarlo. Le donne si struggevano in vano per lui. Alle esequie di Mota e Marin, non so come avvenne, ma tutti i legionari del paese che vennero a Bucarest fecero il viaggio gratis. Ci sarà stato un accordo con le ferrovie? Non sono in grado di dirlo. Comunque, eravamo tanti, numerosi come fili d’erba! Allora, mentre la colonna avanzava ordinatamente, qualcuno cercò di sparare al Capitano. Non ci fu nessun panico. Alcuni camerati si offrirono di andare alla ricerca dell’attentatore, ma il Capitano disse: “Lasciatelo perdere, perché non sa quello che fa”. Tutti noi avevamo il berretto di pelo sul capo scoperto. Sui capelli del Capitano si era depositato uno strato di neve, ma lui non se ne curava. Quando parlò accanto alle due bare, piangemmo tutti quanti. Avresti pianto anche se fossi stato di sasso. Aveva un modo di parlare, che ti fulminava. Lo avrei seguito dappertutto, nell’acqua e nel fuoco, perché sapevo che era un uomo d’onore e lottava per la causa giusta.