Tradizione è Militanza (Modena, 25.11.23) – recensione

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In un freddo sabato di fine novembre, la Comunità Militante Raido va in trasferta: direzione Modena, ospiti degli amici di “Aretè – Spazio Identitario”. Giunti in serata presso i locali della giovane e vitale Comunità modenese, è tutto pronto per la presentazione di un testo curato da Cinabro Edizioni, “Tradizione è militanza” di Mario Polia. Il banchetto librario viene predisposto, le ‘pezze’ con i nostri simboli coprono i muri della sala conferenze della sede. Si comincia. 
Cos’è la Tradizione? Cos’è Tradizionale?”, queste le domande a cui  rispondere. “Non adorazione delle ceneri ma custodia del fuoco”, con queste parole si rompe il ghiaccio. “Tradizione è militanza” è un libro di lotta, fornisce la chiave per combattere l’Oscurità, definisce come appartenere al Fronte dello Spirito, fa luce sullo Stile, sul Metodo militante. Spesso il riferimento va, infatti, al Capitano Codreanu, e di Gaetano Alì e dei suoi “Indirizzi per l’Azione Tradizionale”, lettura gemella del testo di cui tutti in sala disponevano una copia.
Ma come essere militanti della Tradizione? Non certo limitandosi a vivere i principi della Tradizione di Onore, di Coraggio, di Bellezza, di Verità e di Giustizia solo dentro una sede, ma sempre. Ambendo alla rettitudine in ogni ambito della nostra vita: come figli, come studenti, come lavoratori,  attraverso un’ attitudine che sia eroica.  Ad ogni cedimento seguirà un’avanzata ancor maggiore, con la forza di chi è strumento di qualcosa di invincibile e che non può perdere. Attraverso le parole di Léon Degrelle: “La vera Rivoluzione non può essere che quella dell’uomo”. 
Al termine della conferenza, spazio alla cena comunitaria a base di prodotti locali, tra birra e lambrusco: al bar della sede si respira un bel clima di cameratismo, in cui si scambiano risate ed anche riflessioni. 
Ormai è giunta l’ora di ritrovarci tutti insieme, uniti a cantare la nostra musica, attraverso la presenza de “La Vecchia Sezione” quindi ha inizio un concerto di musica alternativa. Le note ribelli segnano un momento di unione e cameratismo. 
La trasferta termina con il rientro nella Capitale, stanchi ma felici.