Il diritto alla vita dei bambini? Non sempre è così “fondamentale”

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A che punto sono i diritti dei bambini e dei ragazzi nel mondo? Inizia così il report redatto dall’agenzia Adnkronos in occasione della “Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Nell’elenco dei vari diritti spunta anche quello “alla vita e ad avere una famiglia”, sancito dall’art.6 della Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Crediamo che questo articolo debba essere meglio specificato e contestualizzato, oltre la teoria giuridica, visto che ad esempio in molti Stati nel mondo l’aborto viene praticato e incentivato sempre più per arrivare ad una piena liberalizzazione dello stesso. Per citare solo un esempio, il governatore dello Stato Usa del Michigan, Gretchen Whitmer, ha già fatto sapere di voler spingere per una serie di leggi che avrebbero lo scopo di eliminare ogni legge pro-life e che andrebbe ad implementare l’aborto fino al nono mese, dunque fino alla nascita. Strana concezione del “diritto alla sopravvivenza” del bambino, citato nella Convenzione.
Da anni ormai assistiamo ad una forma di censura in merito alle informazioni sulle possibili conseguenze dell’aborto che, insieme alla volgarizzazione della propaganda ed alla suggestione collettiva delle idee progressiste, alimentano soprattutto nei giovanissimi un’idea fortemente sbagliata su un omicidio legalizzato a tutti gli effetti. Per non parlare delle infinite menzogne sullo stato dell’embrione, inteso dai più quasi come una tumore, mentre in realtà è un bambino vivo a tutti gli effetti. Già nell’utero materno sappiamo che si creano dei legami vitali fortissimi, e nel momento in cui apriamo gli occhi ne diventiamo coscienti con anima e corpo.
In questa giornata così come in ogni giorno dell’anno, ribadiamo convintamente la nostra lotta incessante a difesa della vita, fondamento di ogni Civiltà tradizionale.

(tratto da adnkronos.com) – Diritti dei bambini, oggi la giornata mondiale. A che punto siamo?

A che punto sono i diritti dei bambini e dei ragazzi nel mondo? Una domanda che nasce più che spontanea in un periodo storico caratterizzato dalla crisi climatica e da drammatici conflitti come quelli in Ucraina e nella Striscia di Gaza. La Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, che si celebra il 20 novembre, è l’occasione giusta per ricordare che i ‘fanciulli’ (così l’Onu definisce ogni persona sotto i 18 anni) devono essere protetti, i loro diritti assicurati e resi concreti. I diritti dei bambini infatti sono diritti umani. Eppure, ancora oggi in molte parti nel mondo questi diritti sono sotto attacco o addirittura calpestati.

Quando si festeggia la Giornata internazionale dei diritti dei bambini?
La Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza cade ogni 20 novembre, in ricordo dell’adozione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1959, della Dichiarazione dei diritti del fanciullo; un percorso culminato poi lo stesso giorno di 30 anni dopo, nel 1989, nella Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza. Un atto fondamentale che per la prima volta ha reso bambini e bambine portatori di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. E che ha anche stabilito che i minori devono avere una voce e dunque devono essere resi consapevoli dei loro diritti.

Perché è stata istituita la Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza?
La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, e di conseguenza la giornata a loro dedicata, nascono con l’obiettivo di promuovere la solidarietà internazionale, la consapevolezza tra i bambini di tutto il mondo e il miglioramento del loro benessere. Ad oggi l’accordo è stato ratificato da 196 Stati, con un’assenza eccellente: gli Stati Uniti. L’Italia lo ha fatto il 27 maggio 1991 con la legge 176, mentre l’ultimo Paese ad aver ratificato la convenzione è stata la Somalia.

Quali sono i diritti fondamentali dei bambini?
La Convenzione individua quattro principi fondamentali di tutti i diritti:

• il diritto alla non discriminazione, e quindi alla parità di trattamento, indipendentemente da sesso, provenienza, lingua, religione o colore (art.2)
• il rispetto del superiore interesse del bambino (art.3)
• il diritto alla vita, alla sopravvivenza e a un corretto sviluppo (comprende l’accesso alle cure sanitarie e all’istruzione, la protezione dagli abusi e dallo sfruttamento: art.6)
• il diritto all’ascolto e alla partecipazione (art. 12)

Questi quattro principi trovano svolgimento nei 54 articoli dell’accordo, che stabiliscono e mirano a proteggere 10 più importanti diritti dei bambini, che gli Stati si impegnano a perseguire e garantire:

• Diritto a giocare
• Diritto al cibo
• Diritto di avere una casa
• Diritto alla salute (benessere fisico, mentale e sociale)
• Diritto all’educazione (istruzione)
• Diritto alla vita e di avere una famiglia
• Diritto di avere un nome, un cognome e una cittadinanza fin dalla nascita
• Diritto all’uguaglianza
• Diritto di esprimere la propria opinione
• Diritto a non lavorare

La giornata mondiale dei diritti dei bambini 2023
Il claim della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia 2023 è ‘For every child, every right’, traducibile come ‘A ogni bambino, ogni diritto’. L’Unicef, Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, che ha l’obiettivo di contribuire alla sopravvivenza, alla protezione e allo sviluppo delle potenzialità di ogni bambino e bambina, quest’anno si concentra sulla pace: ‘For every child, peace: ogni bambino, ovunque, ha diritto a vivere in un mondo in pace’.

La pace dunque è il tema caldo del 2023, anno in cui crisi umanitarie già in corso si sono protratte e nuove ne sono cominciate. L’Unicef si rifà esplicitamente all’art. 38 della Convenzione, secondo cui ogni bambino ha diritto a essere protetto dalla guerra. Un diritto che si porta dietro tutti gli altri, in primis quelli a una nutrizione adeguata, alla sopravvivenza, allo sviluppo. I conflitti infatti sono responsabili dell’80% di tutti i bisogni umanitari e riducono le persone alla povertà estrema.

La situazione dell’infanzia nel mondo tra guerre, disastro climatico e povertà
La situazione dei minori nel mondo decisamente non è buona , nonostante decenni di accordi e proclami.

L’Unicef ricorda che più di 400 milioni di bambini nel mondo, 1 su 6, vivono in aree di conflitto e che, secondo le Nazioni Unite, tra il 2005 e il 2022, almeno 120mila bambini sono stati uccisi o mutilati dalle guerre nel mondo. I conflitti impattano innanzitutto in modo diretto: il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha identificato e condannato sei gravi violazioni a danno dei bambini in tempo di guerra: uccisioni e menomazioni; reclutamento e utilizzo nelle forze armate o nelle milizie; attacchi a scuole ed ospedali; stupri e altre forme di violenze sessuali gravi; rapimenti e negazione dell’aiuto umanitario.

Ma impattano anche in modo ‘indiretto’: 30 milioni di minori sono sfollati a causa delle guerre. Inoltre questi bambini hanno più del doppio di probabilità rispetto a quelli che vivono in pace di essere denutriti e senza acqua pulita, il doppio delle probabilità di morire prima dei cinque anni, e più del triplo di non andare a scuola.

L’Unicef, nel suo recentissimo focus sulle aree attualmente particolarmente ‘calde’, sottolinea come dal 7 ottobre al 15 novembre nella Striscia di Gaza siano stati uccisi 4.609 bambini e feriti oltre 9.000. In Ucraina invece, all’8 ottobre, più di 1.750 bambini hanno perso la vita o hanno riportato ferite. Infine, in Siria, dopo oltre 12 anni di conflitto, 7 milioni di minori necessitano di assistenza umanitaria, mentre il Sudan realizza il triste primato della più grande crisi di bambini sfollati al mondo: 3 milioni.

Oltre ai conflitti, i minori affrontano molte altre sfide, che non hanno causato e che di fatto subiscono senza poter fare nulla.

• Oltre 1 miliardo di bambini, quasi la metà della popolazione infantile mondiale, vive in Paesi a ‘rischio estremo’ di soffrire gli impatti del cambiamento climatico . Un rischio che appartiene già al presente ma che allunga la sua ombra sul futuro, ponendo anche una questione di giustizia intergenerazionale: la crisi climatica è una crisi dei diritti dei minori.
• Un bambino su sei nel mondo vive in povertà estrema. Circa 333 milioni di minori sopravvivono con meno di 2,15 dollari al giorno e la malnutrizione rimane una delle cause principali di mortalità infantile: oltre 13,5 milioni di bambini sotto i 5 anni rischiano di morire di fame. Non solo: ogni giorno, oltre 1.000 bambini sotto i 5 anni muoiono a causa dell’acqua contaminata.
• Un ruolo altrettanto importante di guerre e riscaldamento globale è giocato dalle crisi sanitarie. Una per tutte, la pandemia da Covid-19 ha messo in luce gravi carenze nella preparazione sanitaria in tutto il mondo, non solo nelle aree povere, e ha compromesso i progressi che pure erano stati ottenuti negli ultimi anni.
• E ancora. Secondo dati Save the Children, sono 160 milioni i minori tra i 5 e i 17 anni imprigionati nelle maglie dello sfruttamento lavorativo. Un problema che nei Paesi poveri riguarda oltre il 20% dei più giovani .
• Infine, i tassi di matrimonio infantile sono diminuiti dal 1990, ma 12 milioni di ragazze ogni anno vanno ancora incontro a nozze premature. Senza cambiamenti, entro il 2030 altri 100 milioni di giovanissime seguiranno questa strada.

I diritti dei bambini in Italia
In Italia, secondo Save the Children, quasi un milione e quattrocentomila bambini vive in povertà assoluta. Uno scenario poco onorevole, confermato dai dati Eurostat che evidenziano come 2,85 mln di bambini siano esposti a povertà ed esclusione sociale , quasi il 30% del totale. Non che in Europa la situazione sia più rosea: è a rischio povertà o esclusione sociale 1 minore su 4 (19,6 mln).
Sicuramente la pandemia ha accentuato le questioni sociali già esistenti, rendendo ancora più stretto il legame tra diseguaglianze e problemi di salute: una combinazione che non risparmia i minori, che anzi si trovano in una condizione di particolare fragilità. A questo si aggiungono i tagli all’istruzione e ai servizi di prima infanzia, e fattori globali di instabilità come la guerra in Ucraina (adesso anche quella nella Striscia di Gaza) e l’inflazione.

Insomma, siamo lontani dal migliorare davvero la vita, il benessere e la sicurezza dei bambini nel mondo ed è per questo che una giornata come quella di oggi è fondamentale anche per diffondere una cultura della protezione sia negli adulti, i soli che possano cambiare le cose, sia nei bambini e negli adolescenti, che devono essere resi partecipi e consapevoli dei lori diritti fin da piccoli in modo da poter avere veramente una voce da far sentire.