I confini indefiniti dell’intelligenza artificiale

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Anche l’imprenditore digitale Marco Montemagno che non rappresenta francamente un nostro punto di riferimento ma che di tanto in tanto, con i suoi video, suggerisce qualche buon spunto di riflessione, segnala i confiniti sempre meno definiti della cosiddetta “intelligenza artificiale”.
Lungi da noi il voler dare un punto di vista “boomer”, di chi non comprende i cambiamenti e si rifugia nostalgicamente in slogan e ricordi di un tempo, che per quanto oggettivamente fosse più sano, era comunque ed inesorabilmente figlio del Kali-Yuga e di tutti i suoi aspetti marcescenti e terminali.
La prospettiva dell’uomo della Tradizione di fronte al progresso tecnologico deve essere quella di chi guarda agli incantesimi profani e moderni con distacco, di chi non si lascia abbagliare dalle meraviglie stregonesche e illusorie che il progresso materiale (e l’inversamente proporzionale degresso spirituale) porta seco.
Purtuttavia è fondamentale, per combattere questo mondo moderno e rimanere in piedi tra le rovine, conoscere questi strumenti, sfruttarli a nostro vantaggio e contro il sistema stesso, con approccio nicodemico e realista, per non finire travolti, o peggio vittime, di chi combattiamo giorno dopo giorno (il nostro Ego in primis).
I confini dell’intelligenza artificiale si allontanano giorno dopo giorno dalla vista e dalla comprensione dell’uomo comune. Difficile è ora capire dove queste implicazioni porteranno e se si tratta dell’ultima fase prima del tracollo definitivo di questo ciclo. 
Ciò che è certo è che ora le menzogne del sistema saranno sempre più credibili e sempre più efficienti.