Cuori in rivolta | L’esempio: la riscossa di una gioventù dispersa

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Il cuore è l’organo più importante del corpo umano, e quando la gerarchia dei valori viene invertita, esso deve ribellarsi.
Questa rubrica propone contributi, pensieri e recensioni che sgorgano dal cuore dei giovani militanti.

In questi giorni, ci è stata fatta una domanda importante, a cui non possiamo sottrarci. 
Durante le ore della giornata che dedichiamo alla militanza, ci è stato chiesto: “cosa direste ad un giovane qualunque che è incollato alla Tv e ai social, è indifferente a tutto ciò che lo circonda, non si impegna e il suo unico interesse è quello di divertirsi con gli amici della comitiva o spararsi l’ultima serie in uscita su Netflix: come svegliare una gioventù priva di ideali e di simboli?”
Per i nostri coetanei, giovani come noi, che vivono senza punti di riferimento e senza dare un senso ai loro giorni, la speranza spesso è vana, perché non c’è la volontà di cambiare se stessi e ciò che li circonda; diciamocelo chiaramente, a loro le cose vanno bene così come sono.
Solo chi ha dentro di sé una scintilla ed è pronto a trasformarla in fuoco, con la gioia del Sacrificio e dell’Amore, può dare un’opportunità a sé stesso e al mondo. Se riuscirà a respirare qualcosa di più grande, ad avvertire il soffio Divino, potrà probabilmente salvarsi da un mondo materialista come non mai.
A chi si lascia trascinare dall’onda, a chi si abbandona a facili vittimismi e vive la vita aspettando il giorno in cui cambino le cose, diciamo che il presente deve essere affrontato e vissuto intensamente.
Come ci insegna Confucio, è meglio accendere una candela piuttosto che maledire le tenebre.
Le cose possono, e vanno cambiate, innanzitutto cambiando sé stessi e dandosi una regola. I mezzi per migliorare ci sono, le strutture anche, gli alibi vanno bene solo per i falliti.
La regola che vale per noi, in generale, è quella di assumere uno stile e una disciplina.
“Il problema primo, base di ogni altro, è di carattere interno: rialzarsi, risorgere interiormente, darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura. Nulla ha imparato dalle lezioni del recente passato chi si illude, oggi, circa le possibilità di una lotta puramente politica e circa il potere dell’una o dell’altra formula o sistema, cui non faccia da precisa controparte una nuova qualità umana” ci dice Evola.
Il problema non è tanto non fare certe cose, ma farle consapevolmente e senza farsi sovrastare da esse. Ci dobbiamo infatti confrontare col mondo moderno per poterlo conoscere e quindi criticare consapevolmente.
Se non ci si confronta con le esperienze della vita non si avrà mai consapevolezza del proprio disprezzo per questo mondo.
Rifiutiamo il discorso di chi dice, tanto per fare un esempio <<non vado in discoteca perché non è da camerati>>, senza magari esserci mai andato. E’ il discorso di chi si tira indietro rispetto alle sfide del mondo, che mettono alla prova la nostra saldezza e aderenza ad uno stile. 
Diversa è invece la consapevolezza di chi si astiene e rinuncia a determinate cose come esercizio su di sé, sapendo anche però concedersele senza diventarne schiavo.
Non servono rigidità, timori e paure, occorre la presenza di giovani che crescano e sappiano, perché vissuto sulla propria pelle, cosa è positivo e cosa è negativo, cosa può far crescere e cosa è deleterio. 
Servono esempi. Il modo per darli è la militanza, vero strumento per temprare il proprio corpo, la propria anima e il proprio spirito nella lotta per l’affermazione del nostro più alto ideale!
LA MILITANZA E’ COME IL FUOCO
La militanza è la legna che alimenta il fuoco interiore. Essa infatti può essere paragonata allo stesso fuoco, che cresce di pari passo al sacrificio che un uomo offre alla propria comunità.
Il fuoco si accende dai ramoscelli più piccoli e si innalzerà soltanto aggiungendo rami sempre più grossi fino ad arrivare a quei ceppi che difficilmente saranno spenti dai fattori esterni. Allo stesso modo, il fuoco interiore, emanato dal cuore dell’uomo della Tradizione viene alimentato dal Sacrificio che egli dona per la propria comunità; più questo sarà grande e più quest’uomo si innalzerà e si renderà sempre meno vulnerabile ai fattori esterni, antitradizionali, che questo mondo moderno ci trasmette quotidianamente.