La Miccia | Cosa non ci attende nel 2024

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(www.lamiccia.com)

Il Natale è appena passato. Le lettere scritte dai bambini sono già un ricordo – per quelli che ancora le scrivono sperando in Babbo Natale e non nel corriere di qualche multinazionale – e con queste è terminato anche il 2023, lasciando alle nostre spalle un anno denso: l’apertura di uno spazio fisico in collaborazione con l’associazione “Identità e Comunità” nel centro di Chieti, migliaia di chilometri macinati per partecipare ad incontri, eventi, riunioni, affissioni, diffusione di testi o esperienze e momenti comunitari.

Qualche giorno amaro e qualche piacevole scoperta, sane collaborazioni con “vecchi” e nuovi compagni di lotta, progetti non ancora maturi ma dalle solide radici. Se dovessimo tirare un bilancio dell’anno precedente, non potremmo certamente farlo in poche righe; così come non potremmo certo dire che il 2023 si è concluso negativamente, anzi. L’anno appena trascorso porta con sé ricordi indelebili nel nostro cammino, momenti e successi che sembravano impossibili, incontri, superamenti, tutti pieni di significato che dovremo saper custodire e coltivare.

Ma dare troppo peso al passato significa custodire le ceneri, significa agire – o, meglio, agitarsi – per compiacersi. È all’anno nuovo che vogliamo guardare, forti delle grandi esperienze fatte negli anni precedenti e pronti con una rinnovata forza e consapevolezza a combattere per difendere e conquistare terreno sul campo di battaglia!

Il risveglio della gioventù abruzzese, la ribellione, la difesa di Verità e Giustizia, la fedeltà alla Tradizione non diventeranno, e non sono, semplici slogan, ma obiettivi da perseguire nel nostro agire quotidiano. E anche quest’anno non tradiremo il nostro compito. C’è il ricordo e la difesa della memoria degli Italiani caduti per mano della partigianeria jugoslava da tornare a riaffermare, una gioventù abruzzese da animare e mettere in guardia contro i suoi nemici, nuove scuole e nuove cime da raggiungere, ricerche da portare avanti, pensieri da fissare, virtù da verificare, ideali da diffondere e, soprattutto, una vasta terra che da cima a fondo deve tornare a vivere, facendola uscire fuori dall’ipnosi nella quale è stata condannata. Non sappiamo cosa riserverà alle nostre vite questo nuovo anno, ma sappiamo cosa non faremo: arrenderci!

«Non promettiamo di fare qualcosa per te, ma promettiamo di agire, di lottare per la nostra terra» (Il Capo di Cuib, C. Z. Codreanu).

Non promettiamo come novelli politicanti nuovi fondi alla sanità locale, incentivi ai giovani, o fantomatici sussidi, ma una cosa la possiamo garantire: la nostra perseveranza. Che sia sotto il vento gelido o con il caldo cocente, anche quest’anno il Dovere farà il suo inesorabile appello e noi saremo pronti a rispondere. Nel 2024 non ci attende la resa quindi, non ci attenderà da parte nostra la svendita dei valori, non ci attenderà per mano nostra l’infamia, pur sapendo che, meschine, busseranno alla porta della nostra anima per verificare la nostra attenzione.

Non grideremo allo scandalo che puntualmente desteranno i nostri nemici, giurando che questo sarà l’anno dell’insurrezione o di chissà quale cambiamento. Noi porteremo avanti la nostra opera di costruzione e rivoluzione senza curarci di tutti gli invidiosi, i pavidi e i figli del mondo moderno che cercheranno di metterci il bastone tra le ruote. Ma siamo certi che sarà per noi un nuovo anno di lotta e vittoria, perché faremo in modo che lo sia. Soltanto così costruiremo la nostra alternativa!