Cuori in rivolta | Animali buoni, umani cattivi

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Il cuore è l’organo più importante del corpo umano, e quando la gerarchia dei valori viene invertita, esso deve ribellarsi.
Questa rubrica propone contributi, pensieri e recensioni che sgorgano dal cuore dei giovani militanti.
“Picchiano con il manganello gli studenti, ma i fascisti non vengono toccati, non vengono neppure identificati.       
Quante volte leggiamo o ascoltiamo tutto questo sui social, o nelle trasmissioni televisive: “studenti” vs “fascisti”, due poli da sempre messi in contrapposizione, antagonisti per definizione e quasi per natura, nella dialettica e negli ambienti del progressismo dem.
Ma cosa si intende precisamente, e chi ha fornito queste definizioni così argute?
Sono i padroni del linguaggio, forgiatori delle opinioni messe in circolazione ad uso e consumo del sistema. Si vuole far apparire normale questa divisione in blocchi, attraverso i più banali sillogismi, che mostrano come gli studenti delle scuole e delle università, ostaggio in realtà dei soliti collettivi, non possono altro se non assumere la parte dei buoni e dei giusti, in quanto portatori di istanze automaticamente rivelatrici, perché alimentate da coloro che “studiano” (e dunque conoscono).
Da sempre infatti, la sinistra sfrutta la sua egemonia culturale per manovrare a piacimento liceali e universitari, gettandoli per le strade a scimmiottare enormi rivoluzionari, invocando il pericolo del fascismo ad ogni intervento della polizia, a detta loro, organo dello Stato (e in quanto tale fascista, specialmente in tempi di governo di cdx) predisposto a far tacere i cortei studenteschi. Questi cortei sono portavoce di diritti e ancora diritti, di qualsiasi tipo, e per chiunque, specchio di una “idealità” che altro non è che il più spicciolo individualismo  nascosto sotto la bandiera del progressismo senza limiti.
Declinando il tutto su un piano politico più ampio, viene ben presto a galla come in realtà la sinistra indichi come fascista chiunque non sia genuflesso al politicamente corretto, tacciandolo di essere “ignorante” e sostanzialmente analfabeta, invitandolo puntualmente a studiare, solitamente la Storia.                                                                                   
Questa sorte è condivisa da servizi di informazione come giornali e televisioni di stampo conservatore, associazioni in difesa della Vita, istituzioni religiose, partiti politici… i salotti vedono la camicia nera ovunque. Insomma, alla base della dicotomia “studenti”- “fascisti” non può esserci altro che cultura, quella spicciola; una differenza culturale che nel paradigma della sinistra suona come: “Animali buoni, umani cattivi”, Orwell.
Potremmo quindi dire che secondo quest’ottica, lo “studente” non è chi è libero, dopo un percorso assai politicizzato e indirizzato alla sovversione, di resistere al lavaggio del cervello e lasciare la strada libera ad idee proprie, a valori propri, o controcorrente e che sfidino il pensiero unico, bensì l’opposto.
Lo studente modello risulta essere il prodotto perfetto di questo sistema liberal, progressista e borghese, e guai ad alzare la testa.
Il manipolato per eccellenza straparla al megafono, vuole la democrazia e non la vuole al contempo, farnetica e vaneggia in base al risultato elettorale: se la maggioranza è conservatrice, allora la scuola ha palesemente fallito il suo compito, generando ignoranti (i fascisti). Qualora invece l’elezione abbia avuto buon esito va tutto bene, sia la scuola che l’università sono in salvo.
Posto, quindi, che il fascismo per la sinistra è tutto ciò che sinistra non è (quindi un sinonimo di ignoranza, e non una precisa espressione politica del 900 europeo), non possiamo negare quanto povero e piccolo sia, ad oggi specialmente, l’immaginario politico e comunicativo di una parte del sistema, che si spaccia per distruttrice seriale di vecchi schemi, ma che alla radice è il nocciolo di un mondo decadente. In ogni caso, il sistema si prende gioco egualmente di destra e sinistra, di progressisti e di liberali conservatori, inghiottendoli nella stessa maniera nel medesimo buio.
Ciò che però il sistema subdolamente concede ad entrambe le parti sono le diverse forme, dimensioni esteriori di lotta, mere espressioni che danno l’impressione di combattere in schieramenti differenti quando, ormai confusi, non sanno di essere altro che sgherri della sovversione, recitando la parte degli utili idioti.