Lasciate stare i bambini

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In questi ultimi giorni, l’ospedale Careggi di Firenze è sotto i riflettori del Ministero della Salute e dei rispettivi ispettori che stanno verificando l’utilizzo di un particolare farmaco somministrato ai bambini che si accingono ad affrontare la pubertà, una tappa come sappiamo fondamentale della vita umana.
Questo farmaco, tuttavia, ha il preciso scopo malefico di bloccare questa crescita naturale, per salvaguardare gli adolescenti che “hanno incertezza sul loro genere di appartenenza”, per lasciare loro “il tempo di poter esplorare la propria identità di genere”. È la stessa endocrinologa del reparto, Alessandra Fisher, a dichiarare che il farmaco viene somministrato a chi possiede “intorno agli 11 anni”.
Questo medicinale è regolato dall’Aifa e dal parere del Comitato nazionale bioetico attraverso una definita procedura di assistenza psicologica; sarebbe l’effettivo rispetto di questa normativa al centro dell’attività investigativa degli ispettori e dell’azione politica di qualche esponente governativo. Secondo noi invece al centro dell’attenzione dovrebbe esserci il farmaco stesso, che non dovrebbe assolutamente essere somministrato.
La transizione di genere non è altro che un rifiuto del disegno di Dio, facendo credere di poter cambiare la propria natura semplicemente alterando il corpo, approfittando di uno stato di difficoltà in questo caso dei più giovani, conducendoli ad una decisione che potrebbe avere conseguenze irreversibili.
Ancora oggi la battaglia contro l’ideologia di genere viene sottovalutata da molti, anche da “simpatizzanti” del nostro ambiente. Bisogna rendersi conto che queste singole azioni compongono in realtà un piano di sovversione della nostra civiltà molto più ampio, il quale non guarda in faccia nessuno pur di raggiungere i propri scopi, nemmeno ai bambini.
Non ci resta che rimanere attenti e vigili dinnanzi a qualsiasi avvenimento per cercare di fronteggiare e contrattaccare il nemico invisibile, che ogni giorno tenta di insidiare e stravolgere l’Ordine delle cose.

(roma.corriere.it) – Farmaci per fermare la pubertà, ispezione al via all’ospedale Careggi di Firenze

Martedì all’ospedale Careggi sono arrivati gli ispettori mandati dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. E oggi torneranno: vogliono fare chiarezza su un farmaco molto invasivo che viene somministrato ai bambini che hanno appena iniziato la pubertà. Quel farmaco ha un nome complicato, triptorelina, e viene usato per una terapia altrettanto complicata: blocca la pubertà sana a bambini che hanno incertezza sul loro genere di appartenenza.

Sono state diverse le sollecitazioni, arrivate al ministro, che hanno sollevato dubbi sull’operato del reparto del Careggi dove viene somministrato il farmaco. Un’interrogazione parlamentare del senatore Maurizio Gasparri (FI), un’altra alla Regione del consigliere Marco Stella (FI) e poi un esposto-appello dell’avvocato Annamaria Bernardini de Pace: «Onorevole ministro, salvi i bambini da convinzioni, terapie e interventi sbagliati. Ci sono troppe cose che non tornano. Sono a sua completa disposizione qualora la mia esperienza possa esserle d’aiuto insieme agli avvocati Flaminia Rinaldi e Benedetta Di Bernardo».

La triptorelina blocca la pubertà sana di bambini che sentono di appartenere a un genere diverso da quello di nascita con questa motivazione: «Lasciare il tempo di poter esplorare la propria identità di genere». Ovvero: per capire a quale sesso si vuole appartenere pur avendo la sessualità bloccata al suo esordio.

«Si occupi di questi bambini ministro, glielo chiedo io che da oltre trent’anni — come avvocato specializzato nel diritto di famiglia — mi occupo quotidianamente della tutela dei minori, che rappresenta per me il cardine e il fine ultimo di ogni mandato affidatomi dai miei clienti. Mi definisco l’avvocato dei bambini, prima che dei loro genitori» Per fare il suo appello al ministro, Bernardini de Pace ha raccolto prove, verificato documenti, incrociato le risposte arrivate a Gasparri e Stella: sono aumentati i dubbi sul reparto dove lavorano l’endocrinologa Alessandra Fisher e la psicologa Jiska Ristori. È stata la stessa Fisher a dichiarare che i bambini a cui viene somministrata la triptorelina hanno «intorno agli 11 anni». «Nella risposta al consigliere Stella si scrive invece che hanno intorno ai 15,2», sottolinea l’avvocato.

Nella risposta al consigliere Stella c’è anche scritto che i bambini che si sono rivolti al Careggi nel 2023 sono stati 150, mentre in quella a Gasparri c’è scritto 85. Saranno gli ispettori a fare luce. E a capire se al Careggi vengono rispettate le regole dell’Aifa che dispensa gratuitamente la triptorelina per uso off label. Sono stati sollevati dubbi, tra gli altri, sull’assistenza psicoterapica e psichiatrica. Sull’effettiva presenza di un’equipe multidisciplinare. Nell’attesa degli ispettori il consigliere fiorentino Marco Stella ha fatto verifiche sul campo e ha presentato altre 15 interrogazioni regionali.