Antiche Mura | Morire per ciò che si Ama

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Antiche Mura • Custodire la verità per opporsi al declino
«Se è buona cosa che gli oggetti siano creati per servire gli uomini, sarebbe mostruoso che gli uomini fossero stati creati per servire da pattumiera agli oggetti». (Cittadella, Antoine de Saint-Exupéry – AGA Editrice)

«Ciò per cui tu accetti di morire è la sola ragione per cui puoi vivere». (Cittadella, Antoine de Saint-Exupéry – AGA Editrice)

Exupéry ha testimoniato sia nei suoi scritti che nelle proprie scelte di vita che se manca ciò per cui si è disposti a morire, allora non si ha nulla per cui valga davvero la pena di vivere. Accettare l’eventualità della morte, metterla in conto e dimostrarsi ugualmente pronti a correre il rischio, consente di vivere pienamente, vale a dire dare senso alla propria esistenza.
Per raggiungere la realizzazione occorre passare attraverso la volontà di sacrificare se stessi per una causa più grande, per ciò che dà valore alla propria vita, e accettare la morte in nome di quei princìpi che – essi soli – nobilitano l’esistenza terrena.
Riconoscere la morte come parte del ciclo della vita consente di lavorare sul distacco dalle cose terrene e di abbandonarsi alla dimensione spirituale dell’esistenza. La vera ragione per cui vivere e morire si può trovare solo nella pace interiore poiché va al di là delle limitate opportunità terrene.
Sacrificare se stessi, ovvero morire al proprio ego e alle proprie illusioni, permette di prendere consapevolezza della propria condizione umana, con tutti i limiti e le potenzialità, e di riconoscere la vera natura spirituale di cui si è portatori.
Amare qualcosa al punto di morire per essa è ciò che rende veramente vivi.