Antiche Mura | Il silenzio del tempio

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Antiche Mura • Custodire la verità per opporsi al declino
«Se per spiegare l’ombra e il silenzio del tempio tu metti mano al tempio e ne smonti le pietre, la tua opera è vana perché appena vi hai messo mano esso non è più che pietre accatastate, e non silenzio». (Cittadella, Antoine de Saint-Exupéry – AGA Editrice)
Exupéry riflette sul fatto che l’ombra e il silenzio del tempio sono più che il risultato di semplici pietre accatastate ad arte, sono la manifestazione di un ordine spirituale che va oltre la materia.
Non è possibile comprendere questa armonia con un approccio materialistico secondo il quale, smontando le pietre, si può svelare il mistero che sta dietro all’ombra e al silenzio del tempio. Questi non sono oggetti da spiegare ma dimensioni da sperimentare con l’esperienza diretta e il cui segreto si cela oltre le forme e si trova nell’ascolto interiore.
L’immagine del tempio è metafora dell’uomo, le pietre che lo compongono rappresentano la sua carne, mentre il silenzio è l’anima che dimora al suo interno. Così come le pietre costituiscono la struttura solida del tempio, la carne è il guscio che protegge l’uomo e lo definisce nel mondo materiale, mentre l’anima è l’elemento fondamentale per l’esistenza, è l’anelito di vita che conferisce significato all’uomo.
Come nel tempio si deve preservare il sacro silenzio senza smontare le pietre, così dunque nell’uomo deve essere preservata l’anima con un lavoro interiore di controllo e consapevolezza al fine di rimanere vigili a se stessi senza cedere alle distrazioni esterne.
L’uomo deve aspirare a diventare un tempio vivente in cui le pietre (ovvero la carne) servono come fondamenta per custodire il silenzio (l’anima).