Cuib Femminile di Raido | L’intelligenza artificiale ha sete!

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Compra l’auto elettrica! Usa lo sharing! Abbassa il riscaldamento! Spegni l’aria condizionata!
💚 L’ecosostenibilità è ormai diventata un dogma delle nostre vite. Poi arriva un rapporto delle Nazioni Unite e scopriamo che la nuova religione del progresso digitale rischia di consumare, entro il 2030, 945 terawattora di elettricità e oltre 9.300 miliardi di litri d’acqua: l’equivalente del fabbisogno domestico annuale di tutta l’Africa subsahariana. Quanto è clamorosa questa contraddizione?
💧Mentre ci viene chiesto di aiutare i popoli colpiti dalla siccità e dalla povertà, a suon di immagini di bambini malnutriti, il modello di sviluppo dominante continua a consumare le risorse di cui quelle stesse popolazioni avrebbero disperatamente bisogno.
💻 Il rapporto dell’ONU, infatti, evidenzia un’asimmetria tutt’altro che marginale: l’acqua usata per raffreddare server e infrastrutture digitali è spesso sottratta a comunità che non hanno voce politica né potere contrattuale, con la conseguenza che mentre i benefici economici e strategici dell’AI si concentrano nelle grandi potenze tecnologiche, i costi ambientali vengono scaricati altrove. Il progresso, come spesso accade, ha qualcuno che paga il conto. E quasi mai coincide con chi ne incassa i profitti. Questa dinamica non nasce con l’AI: è la stessa che abbiamo visto con la fast fashion, che chiede ai consumatori di “comprare meno” mentre produce miliardi di capi usa‑e‑getta, con l’industria fossile, che scarica la responsabilità sul singolo automobilista mentre continua a espandere estrazioni e profitti, etc.
🪫 Il problema, quindi, non è la tecnologia in sé, ma l’idolatria della tecnica: l’idea che ogni innovazione debba essere perseguita comunque e a qualsiasi costo.
🖥️ È il vecchio mito del progresso infinito: se qualcosa è tecnicamente realizzabile, allora deve essere fatta. Ma la realtà, prima o poi, presenta sempre il conto. E quindi, ecco che arrivano le richieste di modificare ogni nostra abitudine, dipingendoci come i principali responsabili, i colpevoli senza scrupoli della distruzione del pianeta, facendo ricadere sulle nostre scelte quotidiane il peso morale di una crisi che ha cause ben più profonde e strutturali. Dall’altra parte, però, queste regole di rinuncia e consapevolezza non sembrano valere per gli stessi centri di potere che continuano a perseguire senza esitazione i propri interessi, alimentando proprio quei modelli di sviluppo ad altissimo impatto ambientale che ai cittadini viene chiesto di contrastare.
💡Ma siamo arrivati al punto in cui la retorica della responsabilità individuale non regge più e la verità si fa sempre più chiara: senza un orientamento dell’innovazione basato su principi tradizionali si continuerà a cercare di salvare il mondo dalle nostre abitudini giudicate malsane e inquinanti, mentre qualcuno continuerà ad alimentare, su scala ben più grande, ciò che ci viene intimato di fermare.
Entro il 2030 l’Intelligenza Artificiale consumerà l’acqua usata da 1,3 miliardi di persone | ANSA.it https://share.google/fDijC6B1qMlZdgQ2W
Cuib Femminile Raido
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