Il dibattito pubblico contemporaneo intorno all’identità maschile è intrappolato in un falso mito dialettico, un binario morto in cui ogni polarizzazione finisce per rafforzare il sistema che pretende di contestare.
Da un lato, il vocabolario progressista e le teorie gender sventolano lo spauracchio della cosiddetta mascolinità tossica, riducendo ogni forma di forza, gerarchia e tensione verticale a un residuo patriarcale da decostruire, patologizzare e neutralizzare.
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