AfD sotto la lente della Tradizione

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Contributo di Ennio Caironi, autore per la rivista Fuoco.

La recente affermazione elettorale dell’Alternative für Deutschland (AfD) alle amministrative è un fatto politico che impone un’analisi lucida e rigorosa, priva di entusiasmi superficiali o di condanne morali.

Per coloro che orientano la propria visione del mondo secondo la Tradizione perennialista, questo successo va inteso per ciò che è: una dinamica interna a quel sistema democratico che la prospettiva tradizionale non riconosce come espressione di una vera autorità spirituale.

Tuttavia, proprio la convergenza solo apparente tra alcune istanze del partito e la sensibilità tradizionale richiede una seria riflessione metapolitica.

Sotto molti aspetti, i manifesti ufficiali dell’AfD – faccio riferimento alla proposta per il programma federale del 2025 e quello regionale del Baden-Württemberg del 2026, reperibili online – sembrano toccare corde familiari a chi auspica una restaurazione guidata dalle parole ordine, disciplina, gerarchia.

Vi si trovano infatti citati la difesa della famiglia quale cellula fondamentale della società, il richiamo alla Leitkultur (la cultura guida tedesca) contro la dissoluzione multiculturalista, il rifiuto dell’ideologia “woke” e della “fluidità” di genere, nonché la ricerca di una sovranità energetica concreta attraverso il ritorno al nucleare e l’interruzione delle sanzioni alla Russia per garantire forniture stabili e a prezzi competitivi.

Tuttavia, a un’analisi più profonda, emergono insanabili storture tra i risvolti concreti di queste proposte e le dottrine tradizionali.

In primo luogo, l’AfD incarna pienamente un partito concorrente nell’arena democratica che non perde occasione per invocare costantemente referendum e consultazioni sul modello svizzero come fonte suprema di legittimità.

In secondo luogo, la concezione nazionale proposta è ben lungi dall’avvicinarsi ad un modello organico, essendo concepita in termini prettamente quantitativi e materialistici: entrambi i programmi politici, invece di mettere al centro l’inevitabile e irrinunciabile ruolo dell’azione spirituale, concentrano la loro attenzione su elementi quali lo Wohlstand (il benessere economico), la competizione concorrenziale e l’efficienza industriale – evidenziando una concezione statale che nulla avrebbe da invidiare all’efficienza fordiana.

Ci mancherebbero l’esplicitazione del rispetto del pareggio di bilancio e dei vincoli europei per completare il quadro!

Il punto di massima attenzione però, che va sottolineato ai lettori, risiede nel malcelato servilismo verso le Big Tech e gli oligarchi del capitale transnazionale: è sotto questa particolare ottica che i programmi del partito rivelano un paradosso stridente e alienante.

Se da un lato l’AfD promette la salvaguardia dell’uomo comune offrendo il diritto a una vita analogica, la tutela del contante e la protezione contro la sorveglianza onnipresente dello Stato, dall’altro spalanca le porte all’agenda ipertecnologica del capitalismo turbo-finanziario: l’Intelligenza Artificiale viene esaltata come pilastro strategico e prospettico di crescita e integrazione amministrativa.

Tale glorificazione passa attraverso lo spassionato elogio (e la conseguente servitù) a SpaceX e Starlink di Elon Musk, osannando e supportando quali modelli rivoluzionari proprio quelle strutture transnazionali che guidano la colonizzazione e la mercificazione dello spazio.

Discorso analogo per quanto attiene gli ammiccamenti tra AfD e Peter Thiel, co-fondatore di Palantir.

In breve, a uno sguardo più attento, la sbandierata sovranità nazionale viene sacrificata sull’altare di un’infrastruttura globale privatizzata, esattamente come hanno sempre fatto i partiti centristi e socialdemocratici.

La Russia, infine, viene considerata in questa ottica non come un partner per un’architettura geopolitica multipolare e spirituale, ma come un mero fornitore di idrocarburi a basso costo necessari per alimentare i server di una Germania iper-digitalizzata.

Se a tali considerazioni oggettive si aggiungessero, ad abundantiam, i giudizi di valore soggettivo esprimenti i comprensibili dubbi che la diarchia di AfD ispira – l’amichettismo stridente di Tino Chrupalla e le aberranti contraddizioni personali di Alice Weidel – ciò completerebbe il quadro relativo alle perplessità che questa formazione politica suscita.

Per i militanti della Tradizione, il successo dell’AfD non sia motivo di distrazione, fascinazione o snaturamento: dietro la maschera del sovranismo identitario, questo partito politico opera la stessa logica algoritmica, materialista e plutocratica che caratterizza la post-modernità.

Fonti consultate:

Programma federale (2025)

https://www.bundestagswahl-bw.de/fileadmin/bundestagswahl-bw/2025/Wahlprogramme/AfD_Leitantrag-Bundestagswahlprogramm-2025.pdf

Programma per il Baden-Württemberg (2026)
https://baden-wuerttemberg-landtagswahl.de/wp content/uploads/2026/01/AfD_WAHLPROGRAMM_BaWue_2026_DS_N.pdf