Gruppo Escursionistico Orientamenti | Monte Ienca (2208 mslm)

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Il Monte Ienca, bella e panoramica cima della parte occidentale della catena del Gran Sasso, è la meta della seconda escursione autunnale

Oggi il gruppo è numeroso ed al passo delle Capannelle ci raggiungono degli amici abruzzesi, ragazzi in gamba e volenterosi che si uniscono a noi, oltre che per conoscere meglio il proprio meraviglioso territorio, anche per vivere la montagna come esperienza e strumento di conoscenza di se stessi.

Attraverso una fitta nebbia, percorriamo in macchina con cautela la stradina dissestata che ci porterà in prossimità dell’imbocco del sentiero.

L’aria fresca e frizzante a 1400 metri di quota induce qualcuno dei più giovani a iniziare l’escursione con un abbigliamento troppo pesante: prontamente, il consiglio di un componente esperto suggerisce di alleggerirsi e magari di patire un po’ quel freddo che svanirà non appena la pendenza e l’impegno fisico aumenteranno. 

Nonostante l’assenza di sole e l’aria particolarmente umida, infatti, è preferibile partire leggeri per evitare, oltre che di sudare eccessivamente, anche di di doversi fermare per spogliarsi, rallentando l’andatura.

Mentre saliamo attraversiamo un lungo tappeto di foglie rosse ed i caldi colori dei boschi autunnali, che mai finiranno di incantarci, diventano ancora più suggestivi appena il sole si fa largo oltre la nebbia, generando splendidi giochi di luce.

Il passo, in considerazione dell’eterogeneità del gruppo, è volutamente meno spedito del solito, ma comunque sempre costante e regolare. Arriviamo nei tempi prestabiliti ed abbastanza compatti al Rifugio Panepucci Alessandri, una struttura metallica che stona decisamente con il contesto in cui è inserito.

Tuttavia, da lì a poco ci rifaremo gli occhi, non prima però di aver percorso un lungo tratto su pendio erboso che, dopo aver perso un po’ quota, risale piegando alla sinistra del monte San Franco, che ci lasciamo alle spalle.

Ora la vista è meravigliosa, spazia dal Lago di Campotosto ai Monti della Laga, per passare dal Monte Corvo fino ad un imbiancato Corno Grande. Siamo stati molto fortunati a prendere l’unica  finestra di bel tempo tra due settimane perturbate e piovose! Tuttavia, come prevedibile, il vento inizia ad essere abbastanza deciso e non ci abbandonerà per tutto il resto dell’escursione. Ora si che è necessario coprirsi!

La salita prosegue, superiamo quota 2000 e, per quanto possibile, ci ripariamo grazie al crinale della montagna facendo una sosta utile per ricompattarci e affrontare l’ultimo tratto di ascesa.

C’è chi è rimasto un po’ indietro, nessuno però rimane solo e con l’aiuto ed il sostegno di chi chiude il gruppo siamo nuovamente tutti insieme. Un ruolo di fondamentale importanza, infatti, non spetta solo a chi guida l’escursione, ma anche a colui che si prende l’onere di stare in coda ed assistere chi è più in difficoltà. La sua funzione è di evitare che nessuno si perda, rendere per quanto possibile compatta la fila, stare affianco a chi è più in crisi, spronandolo a dare il massimo e a stringere i denti, anche se, quando è necessario, è bene invitarlo a fermarsi, magari accompagnandolo lungo la discesa anticipata. La cima può attendere, ci sarà modo di tornarci. 

Eccoci dopo circa tre ore in vetta, il tempo di riposarsi qualche minuto e di mangiare il meritato panino. Terminate le foto di rito, si ridiscende per la via di salita, una piacevole passeggiata che dà la possibilità a tutti i partecipanti di condividere storie ed esperienze e, per coloro che sono venuti per la prima volta, di conoscere meglio il gruppo.

Anche oggi la montagna ci ha accolto e come sempre ha fornito i suoi insegnamenti.

Geo sale!

 

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