Perché se fosse genocidio… Invece, in questo caso…
Ma no che non lo è, ti pare…
È pur vero che… Allora mi sa che è genocidio. Per forza.
Sì, ma non sono convinto.
Già, meglio vederci più chiaro. Non possiamo sbilanciarci, non sarebbe giusto. Ci vuole equilibrio, sul genocidio non si scherza. Genocidio è una cosa seria, mica puoi dirlo così, con leggerezza. Mica tutto è genocidio… Non è che puoi regalare un genocidio così…
Sì, ma quando è genocidio? Quale soglia dice che è genocidio?
Centomila morti?
No, pochi.
Sì, ma con quarantamila bambini?
Ah, beh, allora forse… ma se fossero sessantamila, forse sì, molto probabilmente.
Ma sei sicuro? Secondo me, bisogna fare una proporzione. Ci vuole criterio: ci sarà un parametro, una formula di calcolo…
Ah, certo, giusta osservazione, bravo! Allora, conviene indagare e pensarci ancora un po’. Bisogna inquadrare adeguatamente una questione complessa e articolata che non può essere ridotta a una semplicista conclusione, come sarebbe dire che è genocidio. Ci vuole riflessione. Si deve pensare. Riflettere. Interrogarsi. E interrogare. Interrogare gli scienziati. Interrogare gli storici. I matematici. Interrogare quelli che lo sanno, quelli che contano, quelli che lo detengono.
Certo che se lo chiamassimo genocidio… Beh, cosa ne avremmo?
Potremmo essere quelli bravi, intellettualmente onesti. Quelli puliti, quelli della legalità, quelli che restano umani. Mica come quegli altri, che negano il genocidio… Quelli sono finiti, fanno una figuraccia e si dovrebbero vergognare. Invece, noi no. Noi siamo bravi e ci possiamo sedere da questa parte. Che poi è comoda e, vedrai, che alla lunga paga.
Però… Però, forse è pericoloso, non mi azzarderei con facili conclusioni: non è che siamo estremisti se diciamo che è genocidio? Eh, forse sì, direi di sì. Non addentriamoci in questa fuga in avanti. Vuoi mettere che rischio?
Genocidio… Genocidio… Mah, che dilemma. Veramente un rompicapo.
Chissà, magari un giorno qualcuno ci dirà se era genocidio o meno. Perché oramai siamo curiosi e vorremmo saperlo…
***
Chiamatelo come cazzo vi pare. Voi, che non avete fatto niente.
Che da mesi state a disquisire sulle parole.
Che vi fate le pippe mentali su nomi e categorie.
Che vi ossigenate di premesse, riserve, però, ma, comunque.
Voi siete i colpevoli, sporchi di sangue come quegli assassini.
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