Contributo da parte di un nostro lettore.
Come possiamo parlare di rinascita dell’identità europea senza parlare della crisi educativa e valoriale che attraversa le nostre famiglie, forma primaria della nostra società? Molti indicano nelle conseguenze il problema: l’immigrazione, i cambiamenti demografici, le trasformazioni culturali. Ma ogni conseguenza ha una causa più profonda, più radicata e spesso interna. La vera crisi è quella della formazione dell’uomo, degli uomini e donne che saranno. Troppi bambini crescono senza il valore del sacrificio, della responsabilità, della disciplina e del dovere.
Troppi adulti rifiutano la fatica fisica e morale, ricercando solo il comfort, l’intrattenimento e la gratificazione immediata. Nessuna civiltà può sopravvivere se smette di trasmettere carattere e identità alle nuove generazioni. Una società forte non nasce da slogan o nostalgie. Nasce da uomini e donne capaci di mantenere la parola data, di assumersi responsabilità, di educare con l’esempio prima ancora che con le parole. La resistenza di una civiltà non dipende soltanto dai suoi confini esterni, ma dalla solidità del suo nucleo interiore.
La disciplina, il sacrificio e la perseveranza non sono virtù del passato: sono le condizioni necessarie per costruire il futuro. Il Sacro riappare quando l’uomo smette di vivere esclusivamente per se stesso e si mette al servizio di qualcosa di più grande della propria individualità.






