

La crisi della società è il riflesso della crisi dell’uomo. Per questo, prima dei programmi politici, delle formule elettorali o delle ricette economiche, viene la formazione secondo i Principi della Tradizione. Se l’elaborazione di progetti e soluzioni politiche è un’attività importante, è prima ancora fondamentale adoperarsi nella formazione di se stessi, nella riscoperta del carattere dell’uomo nobile di contro all’uomo volgare.
Esistono due tipi di rivoluzione. La rivoluzione esteriore, diretta al cambiamento della struttura politica e sociale di uno Stato e la rivoluzione interiore, quella generata dalla formazione secondo i principi tradizionali. Quest’ultima, è sempre un rivolgimento radicale, ma a differenza della prima, avviene nel cuore e nell’anima, è il risultato di un costante lavoro dell’uomo su se stesso. Rivoluzione, quindi, quale rivolta di chi non accetta questo mondo e, coerentemente, lo combatte nelle proprie azioni e modi di pensare: all’utilità e alla menzogna sostituisce la verità e la giustizia, all’ipocrita democrazia la gerarchia e l’autorità, all’insicurezza e alla superficialità il carattere e la disciplina, allo sterile sentimentalismo il senso della distanza e del rispetto.
Un fronte, perché il riferimento alla Tradizione impone delle scelte per ristabilire i limiti tra chi appartiene ad un preciso schieramento e chi invece rappresenta il nemico. Un fronte, al quale si appartiene non in virtù di un’operazione mentale: non sono i libri letti o le tessere possedute, ma è l’azione, la qualità del comportamento, lo stile ad essere determinante. Un fronte, perché è necessario realizzare, indipendentemente dalle collocazioni territoriali, iniziative atte a diffondere, tramandare, rafforzare la visione tradizionale del mondo e della vita, il metodo di formazione secondo i principi della Tradizione. Un fronte, per il quale ricercare il collegamento di intenti, la collaborazione tra uomini, il cameratismo tra soldati. Un Fronte della Tradizione, coordinamento di realtà e singoli militanti che operano in Italia, un progetto esistente sin dal 1979 e di cui la Comunità Militante Raido è parte attiva sin dalla sua nascita.