Tutti geopolitici… due parole di Geopolitica

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In seguito all’assassinio del martire Qassem Soleimani abbiamo assistito, soprattutto sui social, a un inviperito “dibattito” da stadio. Un dibattito così affannoso, non-sense e disinformato da lasciare a bocca aperta.
C’era chi festeggiava, chi ha sentito il bisogno di elogiare Trump e Netanyahu, chi vagheggiava il trionfo della modernità sull’Ancient Régime iraniano e chi, giustamente, piangeva un martire della rivoluzione islamica.
Abbiamo assistito ai più disparati tentativi di strumentalizzazione della morte del Generale Soleimani: negli States i liberal si sono scagliati contro Trump definendolo guerrafondaio (quando i democratici sono stati i primi a portare il caos in Medio Oriente, vedere Clinton e Obama), mentre diversi politici hanno fatto capire da che parte stanno, sono stati, e staranno per sempre.
Il tentativo – fallimentare – più grossolano è stato d’altra parte quello dei media nostrani che hanno provato a collegare l’Iran e l’azione di Soleimani con il terrorismo globale.
L’Iran, il paese faro dell’Islam sciita, è stato uguagliato alla degenerazione protestante del sunnismo quale il salafismo wahabita. Altre fonti, più o meno “informate” hanno dipinto un quadro molto lontano dalla realtà, facendo ricadere ogni colpa sulle spalle degli Iraniani.
Insomma, per chi due cose le sa di geopolitica, questi giorni sono stati uno strazio.
La discussione, come è solito dei social, si è presto trasformata in un pomposo e sgrammaticato schiamazzo, facendo emergere comportamenti ben lontani da quella serietà necessaria in questi casi. Falsi profeti, geopolitici da strapazzo, grandi intellettuali e pseudo maghi possono anche dire tutte le cialtronerie del mondo, ma sta all’Uomo che segue la via della Tradizione tenere un comportamento corretto. Tenere fisso il centro e non lasciarsi trasportare nel democratico e avvilente dibattito dei social.
Ciò non toglie che l’assassinio, perché di assassinio si parla, del generale Qassem Soleimani è stato un atto inaudito, malvagio e spropositato. Uccidere l’uomo che più di tutti si è impegnato a combattere il terrorismo salafita in Siria e in Iraq, quell’ideologia perversa che è nemica dell’Islam quanto del Cristianesimo, è stato un colpo basso. Troppo basso anche per i guerrafondai a stelle e strisce che nella perversa ricerca di ricchezza e potere hanno distrutto l’intero Medio Oriente.
Ora non è più tempo per sterili dibattiti e fantasiosi discorsi fanta-geopolitici in stile risiko. E’ tempo di onorare, nelle battaglie che ci spettano nel nostro occidente sonnolento, la memoria di un eroe che è morto sulla Via che ogni giorno, nel nostro piccolo, cerchiamo di seguire e onorare.

(tratto da www.agi.it) – Salvini sull’uccisione di Soleimani: “Ogni terrorista islamico in meno è un problema in meno”. Il leader della Lega plaude durante un comizio all’azione militare autorizzata da Trump, poi attacca Di Maio. Crosetto (FdI) critico: “Salvini avrà capito che conveniva di più appoggiare il presidente Usa”

“Trump elimina i terroristi islamici e dal mio punto di vista fa benissimo perché ogni terrorista islamico in meno che c’è sulla faccia della terra è un problema in meno per i nostri figli”: lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani durante un comizio a Cesenatico.

“Di Maio sarebbe ministro degli Esteri, stanno scoppiando guerre in mezzo mondo e lui fa i vertici con Zingaretti”, aveva detto poco prima Salvini durante il comizio: “In Libia – prosegue – stanno arrivando i militari turchi, ci sono i francesi, arriveranno gli egiziani, i russi. La Libia è di fronte a noi, è casa nostra, ci ama, abbiamo imprese e lavoratori, per l’immigrazione è il principale canale e problema. Questi in pochi mesi sono scomparsi dalla Libia. Faccio un appello alla Befana: porta un ministro degli Esteri che faccia il ministro degli Esteri”, aggiunge.

Intanto il co-fondatore di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, ha criticato il tweet con cui Matteo Salvini ha lodato il raid Usa in cui è stato ucciso Qassem Suleimani. “Spesso i tweet vengono fatti per prendere voti, mica per fare ragionamenti”, ha affermato in un’intervista a Repubblica, “acquisire consensi non ha nulla a che fare con la complessità. Salvini avrà capito che conveniva di più appoggiare Trump”. “Non divido il mondo in amici o nemici, non faccio il tifoso, non metto in dubbio il nostro ruolo nell’Alleanza atlantica”, ha detto Crosetto, “ciò non toglie che si possano non capire determinate azioni, specie se possono avere conseguenze inaspettate e dannose”. Per il co-fondatore di FdI, Soleimani era “un personaggio con luci e ombre, più ombre”, ma “chi lo seguirà sarà molto più antioccidentale e molto più rozzo nelle reazioni”.