Doveva annà così, Fratellì – Il Dispaccio

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«Ho preso ‘r muro, fratellì […], doveva annà così»: tra il comico e il ridicolo, queste parole ormai spopolano da mesi sui social, partorite da un tale influencer che, filmandosi alla guida di un’auto, sbatte contro un muro. Il protagonista, pur di non ammettere la figuraccia fatta, assume questo atteggiamento fatalista e spaccone dicendo “doveva andare così…”. Ma noi, dopo un’amara risata sul misero soggetto e su tutti i suoi followers, vogliamo prendere proprio quella frase “doveva annà così…” per decontestualizzarla e tirarne fuori una grande saggezza.

Infatti, spesso nella vita viviamo circostanze, anche molto drammatiche, di fronte alle quali non sappiamo dare una spiegazione. Ci chiediamo “perché proprio io?” e tutto ciò deriva da un’incapacità normale, ma che si fonda su un approccio materialista alla vita, basato sul caso, o meglio, sul caos, il pilastro traballante che regge il mondo moderno.
Invece, ponendo la Tradizione al Centro della propria vita, possiamo comprendere veramente che il caso non esiste e che tutto – anche quell’evento drammatico nella vita – ha un senso, risponde a un Ordine superiore, che possiamo cogliere ponendo il Sacro al centro della nostra visione del mondo. Infatti, in base a una prospettiva sacra della vita, la stessa vita non è più una sorta di occasione unica per godere ed essere ‘felici’ fino a che la morte non sopraggiunge, in cui sperare che non ci succeda nulla di brutto. Al contrario, la vita è un percorso e un ‘passaggio’ su questa terra in cui veniamo sottoposti a esperienze e prove, spesso faticose e dolorose, date come opportunità di miglioramento e ascesi.
Alle prove della vita rispondi “Presente!”
La morte di una persona cara, le difficoltà economiche, la malattia sono esperienze che mettono a dura prova la fede e la tenuta interiore di ogni persona ma se veramente crediamo nello Spirito, che tutto illumina e informa in questa vita, allora siamo chiamati a rispondere ‘presente!’ alla chiamata della prova. Perché quella prova è sì dura e dolorosa, ma è l’opportunità per affermarci come uomini in piedi in un mondo in rovina. Con le pubblicità e la cultura moderna vogliono illuderci che siamo solo materia e possiamo decidere tutto ciò che accadrà nella nostra vita: ma questa è pura illusione… Noi non possiamo scegliere cosa ci accade, ma possiamo fare di più: possiamo scegliere come vivere e affrontare gli eventi della nostra vita. La vita è dura? Allora noi saremo più duri e non staremo lì a maledire gli eventi. La vita ci butta giù? Noi ci rialzeremo, senza perdere tempo a inveire contro la sfortuna. Di certo non saremo passivi e succubi di difficoltà che ci si pongono davanti dicendo “è la vita, che vuoi farci…” come sacchi da boxe, ma troveremo una strada per risolvere problemi e avversità. Perché non sta scritto da nessuna parte che nella vita deve andare ‘tutto bene’: anzi, se va ‘tutto bene’, allora sta andando ‘tutto male’, perché se non ci sono prove da affrontare e difficoltà da superare, allora non ci sono opportunità di ascesi e miglioramento: “ti giudico infelice perché non sei mai stato infelice” sentenzia Seneca. Dunque «doveva annà così» può goliardicamente parafrasare un eroismo dell’accettazione, guerriera e romana: Et facere et pati fortia Romanum estcompiere e sopportare cose forti è degno di un romano – ci insegnano i Padri, ricordandoci che lo stile militante, con cui affrontare la vita nella sua pienezza, non è dato dal cosa viene vissuto o affrontato, ma dal come, in cui ogni esperienza diviene una prova voluta dall’Alto per ribadire la nostra aderenza ai Princìpi della Tradizione.
Ulisse disse “Doveva andare così…”
Come insegna la Tradizione, il guerriero diviene eroe nel momento in cui accetta le sfide, che la Divinità gli pone innanzi, affidandosi tutto a Dio, divenendo secondarie la vittoria o la sconfitta, così come insegna la Bhagavad-gita. Nell’Odissea Odisseo, secondo la volontà di Zeus, riesce a vincere le prove poste innanzi a lui da Poseidone esclusivamente affidandosi ad Atena ed Ermes.
Così, Enea, dopo essere fuggito da Troia ormai distrutta e in fiamme, si sottomette al Volere degli Dei a cui era stato lasciato libero di aderire e, ripartendo da Cartagine, dopo estenuanti peripezie e sfiancanti prove, darà la luce alla discendenza di Roma.
Numerosi e sofferti i «doveva annà così» per i due eroi: i Lestrigoni, Polifemo, le sirene, per Odisseo; la distruzione della patria e la morte della moglie, l’abbandono di Didone e dell’agio della sua terra, per Enea… Ma i nostri eroi cooperano coscientemente con il Destino, che diventa Provvidenza perché la loro Volontà si è sottomessa al Disegno divino.
Eppure, il mondo della Tradizione offre esempi della stessa caratura anche in tempi molto più vicini ai nostri: Corneliu Zelea Codreanu, José Antonio Primo de Rivera o i combattenti della Repubblica Sociale Italiana, che hanno scelto la via del sacrificio e del martirio, pur di tenere fede alla loro missione; o ancora Léon Degrelle, che ha preferito l’esilio pur di non rinnegare i propri camerati degli anni di ghiaccio, sangue e gloria sul fronte dell’Est.
Loro sono la Stella polare del nostro cammino, quando tutto si fa incerto, quando sopraggiungo gli imprevisti con cui la vita ci mette alla prova.
«Doveva annà così»? Bene, ma con onore!
«Doveva annà così», noi ce l’abbiamo messa tutta.
Non scegli cosa vivere, ma come vivere
Con questi esempi, appare allora molto chiaro come affrontare le sfide del nostro quotidiano significhi essere sempre capaci di fare dell’imprevisto un’opportunità.
D’altronde, come sarebbe possibile affrontare l’ignoto vivendo in maniera borghese, contabilizzando la propria esistenza in un’artificiale “visione di sistema” e programmando la propria vita in una sterile tabella di marcia, per evitare ‘problemi’ e trovare sempre vie d’uscita a ciò che non controlliamo? Domotica, guida assistita, Alexa: ci vogliono illudere che possiamo controllare tutto. Invece, possiamo solo – e ti pare poco… – controllare la nostra tenuta interiore quando si tratta di reagire agli eventi della vita.
Occorre vivere la consapevolezza della propria responsabilità senza patetiche e annoiate giustificazioni.
Infatti, tipica dell’uomo moderno è l’incapacità di comprendere il senso, gli effetti e la gravità delle proprie azioni, anche quelle più efferate e meschine, e di prevederne le conseguenze. L’uomo moderno fa e disfa secondo le proprie pulsioni, risponde solo al proprio stomaco e al proprio organo riproduttivo, senza riflettere, senza pensarci, come la cultura dominante spinge a fare: “buttati, fai come cazzo ti pare, goditi la vita, la vita è un attimo, non perdere tempo, etc…” così parlano oggi la musica, la letteratura, la televisione.
Questo tipo di agire vigliacco e deresponsabilizzante, in cui il singolo trova la propria forza nella maggioranza, sul piano sociale è detto gregario, su quello politico democratico.
È l’agire meschino per cui c’è sempre una giustificazione, un diritto o qualcuno che paga per noi: il genitore che minaccia l’insegnante, o la massa in cui mimetizzarsi e avvalorare le proprie pretese.
Nella peggiore delle ipotesi, l’avvocato di papà!
Tanto, in ogni caso, nascosti nell’anonimato del gregge, si può sempre comodamente rispondere «doveva annà così».
Accetta la sfida della vita e combatti!
Una delusione lavorativa o di studio, una delusione amorosa, la scomparsa di una persona cara, le numerose rinunce che la militanza richiede sono tutte occasioni per imparare a esercitare il distacco da sentimenti quali abbattimento, ira o attaccamento, trasformandoli, invece, in energie e forze creatrici, per riscattarsi e andare avanti: «Doveva annà così»?! bene, ma con onore, ora si ricomincia.
Progressivamente, saremo sempre più attenti, sempre più coscienti di noi stessi e sapremo prevenire ogni tentativo di giustificarci.
Accettando con gioia le prove che provvidenzialmente ci troveremo innanzi e ponendoci al servizio del Sacro, vivremo con pienezza la vita in ogni sua possibilità, liberandoci dalle catene del destino.
Sempre di più, come gli Eroi, ci porremo su quel punto di metafisico equilibrio tra Provvidenza e scelta.
Consigli di lettura
Chiarificazioni sull’abbandono della volontà individuale, Al-Iskandari Ibn ’Ata-Illah, A. C. Studi Tradizionali
Pensieri, Marco Aurelio, Mondadori
L’Etica del Guerriero, Mario Polia, Cinabro Edizioni
Exempla, Mario Polia, Cinabro Edizioni
Carattere, Julius Evola, Edizioni Il Cinabro
Elementi della Cultura Tradizionale, Antonio Medrano, Raido