Antiche Mura • Custodire la verità per opporsi al declino
Ti servi di vasi troppo piccoli, come la pazzia o la felicità, nella vana speranza di racchiudervi la vita. Come quel bambino che con una paletta e un secchiello davanti all’Atlante, pretendeva di spostare la montagna.
(Cittadella, Antoine de Saint-Exupéry – AGA Editrice)
Exupéry sa bene che la vita non può essere contenuta in concetti limitati o ridotta a parametri fissi. Sarebbe come spostare una montagna con un secchiello. Il bambino che cerca di spostare il monte Atlantide con un secchiello è, infatti, metafora dell’infinita complessità e vastità dell’esistenza che non può essere compresa e dominata con mezzi limitati.
Pazzia o felicità sono solo alcuni aspetti dell’infinita serie di momenti ed emozioni che caratterizzano l’esistenza. Non si può racchiudere l’intera vita in singoli attimi di estasi o di disperazione.
Sebbene le capacità di indagine e di comprensione umana siano limitate, il desiderio di cercare risposte e di svelare l’ignoto è nella natura dell’uomo. La vera conoscenza non può essere forzata, non si trova con i vasi piccoli, ma creando le condizioni affinché essa emerga naturalmente dall’osservazione di se stessi e del mondo.
Le ambizioni umane di comprendere l’esistenza e di spostare metaforicamente le montagne devono essere accompagnate dalla accettazione dei propri limiti e di ciò che non si può cambiare.
La vera saggezza sta nel riconoscimento della limitatezza della condizione umana e nell’assunzione di consapevolezza che ogni tentativo, per quanto sano, contribuisce a svelare solo una parte del grande mistero dell’esistenza.
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