La Via del Tao | L’Uomo Reale

324
«Cosí l’Uomo Reale Permane nel non-agire Insegna senza parlare Dirige senza toccare [senza comandare] Forma [fa divenire, conduce a sviluppo] senza appropriarsi Compie senza fare [senza richiamar l’attenzione su ciò che fa] Essenzialmente: non risiedendo (nel dominio dei correlativi, là dove si svolge il giuoco degli opposti) Partecipa sempre (della forza originaria).»
(Tao-tê-ching di Lao-tze, Julius Evola – Edizioni Mediterranee)
Julius Evola interpreta le parole con cui Lao-tze descrive quello che nel Taoismo prende il nome di sheng-jên, l’Uomo Reale, colui cioè che vive in equilibrio perfetto tra agire ed essere, non è mosso dalla volontà individuale, si fa strumento dell’equilibrio universale. Il cosiddetto Uomo Reale non impone, ma attrae; non comanda, ma ordina secondo natura; non plasma le cose per appropriarsene ma con disinteresse. Egli pratica il “non-agire”, che non significa fuggire dal mondo ma stare senza esserne schiavi, servire senza sapere di servire; è la più pura forma di azione perché è non è corrotta dall’ego. È una passività attiva che incide sulla realtà non per assecondare un desiderio personale, ma affinché «sia fatta la Tua volontà». L’Uomo Reale è, infatti, il veicolo attraverso il quale prende forma il disegno divino. Il suo tratto distintivo è di non agire per contrapposizione, ma di lasciar essere le cose secondo il loro ordine naturale. Ciò è possibile soltanto con il superamento delle contrapposizioni, di quel «dominio dei correlativi» a cui fa riferimento la citazione; ovvero la dimensione duale della realtà manifestata: bene e male, luce e oscurità, essere e non essere. L’Uomo Reale si colloca al di sopra di questi opposti, non perché li neghi, ma perché riconosce in ciascuno di essi un certo grado di partecipazione a un medesimo principio. Al contrario, l’uomo comune agisce perché è mosso dalle forze esteriori, dalle spinte alternate dei correlativi; prima l’entusiasmo e poi la frustrazione, l’ottimismo e il pessimismo, il coraggio e la paura. Come il centro immobile che consente alla ruota di girare, l’Uomo Reale è colui che si è posto al centro del cerchio, colui che non è più soggetto agli eventi ma li determina per via della sua presenza. Egli antepone l’essere al fare. 🇾🇪 https://t.me/azionetradizionale