La Via del Tao • Chi indietreggia avanza

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«L’Uomo Reale
Indietreggiando avanza
Restando fuori è sempre presente»
(Tao-tê-ching di Lao-tze, Julius Evola – Edizioni Mediterranee)
Il Tao-tê-ching insegna che la consapevolezza interiore non si conquista attraverso l’affermazione dell’io, ma attraverso il distacco dell’ego. L’uomo, convinto di avanzare imponendo se stesso, non fa che allontanarsi dal Centro.
Perché egli non accresce lo spirito che lo innalza, ma la sua parte materiale che lo appesantisce, incatenandolo al suolo. Togliendo, non aggiungendo; ritirando l’ego, non avanzando; donando, non pretendendo: così si afferma il primato del Principio sull’individualismo. L’Uomo Reale è colui che indietreggia, che non ostenta, che non riempie. Quando l’uomo si svuota, si completa; quando l’io scompare, si rivela Dio.
Nelle note al testo, Evola ricorre all’espressione tecnica taoista «lasciar cadere la persona come un abito»; immagine che si riferisce sia alla maschera che l’uomo indossa, sia alla percezione artificiale che egli ha di sé. La persona deve, cioè, spogliarsi di quelle costruzioni mentali, quelle convenzioni sociali e quei condizionamenti esterni che scambia per propria vera natura mentre, invece, sono elementi che lo deviano dalla sua essenza reale.
Il Tao non chiede all’uomo di annullarsi ma di smettere di identificarsi con ciò che non è: con le sue passioni, con le sue ambizioni, con le sue paranoie. Solo quando questo velo viene scoperto, appare la natura autentica.
L’Uomo Reale, l’Eroe, il Santo, negano l’illusione dell’io che vuole essere messo al centro per diventare tutt’uno con il Centro. Egli, dunque, avanza indietreggiando perché non antepone più se stesso, ma il Principio; restando fuori è presente perché non ha più un “dentro” in cui immedesimarsi ma un Centro verso cui tendere.
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