La Via del Tao • L’inesauribilità del Tao

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«Il Tao non è sostanza, è attività inesauribile
Agire che non lo accresce»
(Tao-tê-ching di Lao-tze, Julius Evola – Edizioni Mediterranee)
Questa riflessione parla dell’attività inesauribile del Tao, principio incorruttibile che non può essere definito senza essere necessariamente ridotto e distorto. Non è un oggetto, né un dio, né un’energia misurabile, è la forza invisibile che ordina e vivifica tutte le cose senza mai esaurirsi in nessuna di esse. Nelle sue note al testo, Evola scrive che il Tao è come un vaso che, pur versando continuamente, resta pieno. La metafora utilizzata dal filosofo, rende alla perfezione l’illimitatezza d‘operare del principio universale.
Il Tao, quindi, agisce senza consumarsi, dona senza impoverirsi, crea senza ridursi. Ciò che rende il Tao inesauribile è il fatto di non essere una sostanza, ma la legge stessa che regola lo scorrere delle cose e le modalità attraverso cui l’Essere si manifesta. Allo stesso modo, il Tao non può essere accresciuto perché è già perfetto, intero. Il manifestato non è dunque il risultato di un atto finito di creazione, ma l’equilibrio della continua effusione del Tao. Tuttavia, una certa visione superficiale delle cose tende a considerare il visibile come finito, compiuto e immobile.
La realtà, invece, come insegna l’immagine del vaso che resta pieno, è un processo continuo di dare e ricevere. Il mondo moderno, nel suo affannarsi a riempire, è il contrario del vaso taoista: trabocca di materia e di opinioni, ma resta disperatamente vuoto di spirito.
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