Titanismo spaziale

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Mentre il mondo moderno rotola a folle velocità verso il fondo dell’abisso, le grandi corporazioni, i paperon de paperoni dei nostri tempi e le Superpotenze globali accelerano la corsa allo spazio. Non è più un mistero che uno dei pilastri del dominio Statunitense sulla terra sia il controllo satellitare e l’accesso allo spazio più prossimo alla terra. Questo spazio è trattato dagli USA come il loro giardino di casa, dove fanno il buono ed il cattivo tempo e dove fanno volare i loro satelliti dalle diverse funzioni (commerciali, spia, militari ecc.). La conquista dello spazio prossimo e della Luna fu uno dei campi di battaglia della cosiddetta guerra fredda vinta, dopo i primi grandi successi dell’URSS, dagli americani con lo sbarco sul nostro satellite più prossimo.
Oggi le grandi potenze globali non sono però le uniche a voler titanicamente sfruttare le risorse dei satelliti e dei pianeti del nostro sistema solare. Miliardari come Elon Musk e Jeff Bezos non fanno mistero dei loro intenti di conquista spaziale. Entrambi hanno le proprie compagnie spaziali, entrambi concorrono per appalti alla Nasa ed entrambi possiedono satelliti che fluttuano nello spazio e ci osservano, accumulando i nostri dati. Fra i due è Musk il più lanciato in questa nuova corsa allo spazio, non è un mistero infatti il suo sogno di diventare una sorta di “Signore di Marte”. Musk è anche un fanatico sostenitore del transumanesimo e del superamento delle capacità del corpo umano: una delle sue aziende (Neuralink) sta lavorando attivamente alla creazione del famoso microchip da impiantare nel cervello. I complottisti non sono poi così lontani dalla realtà come si crede.
Ora che anche la Cina si sta muovendo con sempre maggiore aggressività verso lo spazio, la competizione aumenterà di anno in anno. L’obiettivo non sarà tanto quello di esplorare l’universo, quanto quello di sfruttare le risorse minerarie e le materie prime dello spazio prossimo, ma soprattutto quello di implementare il controllo sugli abitanti della terra. Questa non è la conquista dello Spazio dai toni romantici della fantascienza anni ’50, né il desiderio di esplorare la magnificenza della creazione di Dio, quanto piuttosto sostituirsi ad esso in uno slancio titanico che vuole fare dell’uomo e del denaro il centro di tutto il creato. Affrontare con animo titanico pieno d’avidità la bellezza della creazione vuole dire prepararsi ad un clamoroso fallimento.

(Tratto da ansa.it) – La Cina apre la corsa alle stazioni spaziali. Allo studio quella per la Luna , quella commerciale e quella russa

E’ in orbita il cuore della stazione spaziale cinese ‘Tiangong’, il ‘Palazzo celeste’ destinato a diventare l’avamposto per una presenza umana permanente nello spazio: la Cina segue così le orme di quanto hanno fatto i partner della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), ossia Stati Uniti, Russia, Europa, Giappone e Canada, ma anche cavalcando in pieno la nuova corsa alle stazioni spaziali, dalla Gateway destinata all’orbita lunare a quella commerciale Axiom, fino alla stazione orbitale annunciata dalla Russia.

Sono progetti colossali che potrebbero diventare realtà nell’arco di pochi anni, cambiando completamente equilibri e collaborazioni e aprendo in modo importante all’industria privata.

Il modulo portato in orbita dalla Cina con il lanciatore Lunga Marcia 5B si chiama ‘Tianhe’, che significa ‘Armonia celeste’, ed è il nucleo centrale della futura stazione spaziale. E’ il luogo in cui lavoreranno i primi astronauti cinesi, i taikonauti, non appena arriveranno a bordo. I primi tre potrebbero arrivare già all’inizio di giugno per una prima missione di tre mesi, mentre si prevede che quelle degli equipaggi successivi dureranno sei mesi.

Con un volume interno di 50 metri cubi, il modulo ha una forma che ricorda quella della prima sezione della vecchia stazione spaziale russa Mir, dismessa venti anni fa, solo un po’ più allungata. Al suo interno vivranno e lavoreranno gli astronauti, inoltre comprende il modulo di comando e la camera di decompressione necessaria per affrontare le passeggiate spaziali. Lo ha realizzato l’azienda China Aerospace Science and Technology, primo contraente del programma spaziale governativo.

Le autorità cinesi hanno definito “un successo” questa prima missione, la prima delle 11 previste entro il 2022: tante, secondo il programma dell’agenzia spaziale cinese Cnsa, saranno quelle necessarie per portare in orbita e assemblare tutti gli elementi del Palazzo celeste. Dei dieci lanci rimanenti, due porteranno a bordo altri due moduli (chiamati Wentian e Mengtian) destinati a ospitare esperimenti, quattro sono previsti per il cargo che trasporta materiali e rifornimenti e quattro sono per le navette degli equipaggi, i primi dei quali hanno già iniziato l’addestramento.

Progettata per essere operativa almeno per i prossimi dieci anni, la stazione spaziale cinese è nell’orbita bassa, come la Stazione Spaziale Internazionale. Una volta completata, Tiangong avrà un volume di 110 metri cubi, ossia meno di un terzo rispetto ai 388 della Stazione Spaziale Internazionale.

Quest’ultima è destinata intanto a ingrandirsi, grazie al nuovo segmento Axiom, il primo embrione della futura stazione spaziale commerciale. Composta da tre moduli pressurizzati e da una finestra panoramica sulla Terra simile alla Cupola della Iss, questa nuova stazione potrebbe cominciare a essere assemblata nel 2024. Al termine della vita operativa della Iss si staccherà e diventerà autonoma. In attesa di saperne di più sulla stazione spaziale russa, sempre nel 2024 si prevede l’inizio dei lavori per Gateway, la stazione spaziale destinata a orbitare intorno alla Luna e a diventare l’avamposto per l’esplorazione di Marte