Home Contributi Militanti per la Formazione Antiche Mura - Custodire la verità per opporsi al declino Antiche Mura • L’ira non acceca
«L’ira non acceca: essa nasce dal fatto che si è ciechi».
Exupéry capovolge il rapporto causa-effetto rispetto alla considerazione più comune dell’ira: non è essa a provocare la cecità della ragione, ma è piuttosto una cecità già esistente a portare, come conseguenza, all’ira. L’autore, quindi, considera l’ira come il sintomo di un malessere profondo determinato dall’ignoranza della gerarchia che governa l’universo. L’uomo che non conosce questa realtà delle cose non può cogliere le relazioni che le lega ed è più esposto a reazioni sproporzionate.
Come le altre distorsioni, anche l’ira è causata dall’illusione di una separazione di sé da tutto il resto. Questo comportamento dell’ego rende ciechi e la cecità porta a un’agitazione che denota una rottura con la natura. Il saggio non si lascia trascinare nell’ira non perché la reprima ma perché riesce a vedere la realtà. Il mondo moderno è cieco, ha perso la gerarchia dei valori, cancellato i simboli e dimenticato quale sia il centro, per questo è animato dall’ira. Senza centro non si vede, se non si vede si è ostaggio degli impulsi emotivi.
In un’epoca dominata dall’ira, l’unica possibilità di guarigione non è la repressione o lo sfogo, ma il ritorno a vedere con cuore puro. Come il Piccolo Principe che non cedeva all’ira perché vedeva con il cuore; al contrario dell’uomo moderno che è cieco perché si ferma alla superficie delle cose.
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