Odissea – Dalla narrazione omerica alla narrazione america

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In questi giorni nella proposta dei media dominanti, la mastodontica opera cinematografica
di Nolan – che dice di trarre ispirazione dall’opera omerica, occupa l’immaginario degli
spettatori di tutte le età.
Più di qualcuno ha già vivisezionato e recensito un film che come di consueto – e non poteva essere altrimenti – distorce la narrazione originale per proporre la solita confusionaria epica hollywodiana.
Chi ha avuto la fortuna di leggere l’Odissea negli anni scolastici o magari successivamente, ha gli anticorpi ben strutturati, per chi invece ben più giovane non ha avuto questa opportunità consigliamo un piccolo ma prezioso fascicolo edito dalla Comunità Militante di Raido e scritto dal Prof. Mario Polia.
La sua lettura, potrà essere un primo passo per entrare appieno nello spirito autentico dei valori del mondo ellenico, con il suo portato di miti, principi e idee che si rifanno in modo autentico ai saldi cardini della Tradizione.
Ciò non di meno, per i più pigri, possiamo anche segnalare lo sceneggiato televisivo della Rai uscito nel 1968 ed ora riproposto a colori su RaiPlay.
Un’opera che a tutt’oggi, nonostante i roboanti tentativi a suon di milioni di dollari della
macchina cinematografica statunitense, risulta aderente al racconto e inarrivabile.
Luce dell’Ellade, scritto da Mario Polia, curato da Raido.
Il “Fascicolo n. 45” della collana Documenti per il Fronte della Tradizione, Luce dell’Ellade, è un’opera a cura della Comunità Militante Raido che propone un commento del celebre
antropologo Mario Polia sui poemi omerici e sulla figura del guerriero nell’Antica
Grecia.
Il fascicolo è strutturato come un agile strumento per riscoprire il Mito e trasformarlo in un
insegnamento pratico per la vita di tutti i giorni.
I temi principali trattati includono:
– Omero: un commento di versi scelti tratti dall’Iliade e dall’Odissea, visto come un
viatico di eterna saggezza. 
– Tirteo: una sezione dedicata al poeta spartano, le cui liriche servono a esaltare i
concetti di virtù guerriera, eroismo e lealtà.
– L’Ideale Eroico: l’interpretazione dello scontro e del combattimento non come pura violenza, ma come forma di ascesi, donazione di sé e fedeltà a un ordine superiore.
Il libretto è pensato per chi vuole approfondire la visione spirituale e comunitaria del mondo classico, distaccandosi dalle analisi puramente letterarie.
Nota della Comunità Militante Raido
Un agile ma, nello stesso tempo, serio e profondo studio su alcuni classici greci, capace di
far rivivere il Mito, affinché si trasformi in viatico culturale ed esistenziale della nostra vita.
Mario Polia con incredibile capacità di sintesi commenta i principali versi delle due Opere di
Omero – Iliade e Odissea – rendendo ancor più accessibile questo bagaglio di eterna
Sapienza, germe della Tradizione.
Conclude la raccolta un saggio su Tirteo, poeta naturalizzato spartano cantore delle virtù guerriere ed eroiche.
Nell’Ellade e nel mondo della Tradizione, il combattimento e lo scontro non sono un inutile e sanguinosa carneficina o, come si può pensare, uno strumento per ottenere un profitto materiale o economico, bensì lotta che, attraverso il sacrificio del guerriero, rappresenta il mezzo per fondare e restaurare l’Ordine sul caos, della Luce sulle Tenebre, della Verità sulle menzogne.
La guerra non è quindi un gesto barbaro e incivile, ma il compimento della missione che viene svolta in nome e per conto dell’Ordine Sacro, contro coloro che spregiano la Giustizia.
L’autore ci presenterà le gesta di Achille, eroe semidivino che, di fronte a un torto subìto, placa la sua ira di fronte alla sacra volontà di Atena, dimostrando di saper controllare il suo istinto e le sue passioni.
E poi, la figura del magnanimo Ettore che, pur di nascita umana, dimostra la propria grandezza vincendo i conflitti che gli turbano il cuore.
Non ha paura di guardare in faccia la morte e accetta il fatale combattimento, conscio di andare incontro a una terribile e sicura sconfitta, rimanendo fermo nel suo proposito anche di fronte al giovane figlio e alle lacrime della moglie.
Un altro eroe sarà Odisseo, anche lui di stirpe umana, che impegnato in un (simbolico) viaggio di ritorno verso casa, affronta mostri, ciclopi e sirene, raffigurazioni simboliche dei vari “elementi” che si annidano, prima di tutto, nelle pieghe dell’anima umana.
Della stessa Odissea sarà messa in risalto la figura di Eumeo, l’umile servo di Ulisse.
Egli dinanzi all’assenza del Re e alla devastazione del Regno, rimane fedele al suo Sovrano continuando a svolgere il suo compito, portando avanti, nonostante tutto, la sua consegna.
Egli, se fosse stato vinto dalla rivendicazione sociale, scegliendo di allearsi con gli usurpatori, avrebbe potuto godere dei beni del suo Signore; ma al contrario rimane fedele al proprio dovere anche quando tutto sembra essere perduto.
Questo insegnamento, fondamentale ma spesso ignorato, Mario Polia è riuscito a evidenziarlo lucidamente e con molta efficacia: nella vita non è importante cosa si compie, ma come lo si compie, l’attitudine e la disposizione interiore con cui si affronta il dovere, anche se apparentemente ingrato.
Questo mondo per salvarsi non ha bisogno della retorica dell’eroe dei fumetti, del bel gesto
estemporaneo o dell’improvvisa vampata “vitalista” e titanica, bensì di coloro che, rimanendo fedeli alla consegna, consacrano la propria esistenza alla Virtù, all’Onore, alla Fedeltà, alla Lealtà, al Coraggio, al Sacrificio (sacrum-facere). Alla Tradizione.
Miti e Simboli che ancora parlano al cuore di chi li sa ascoltare e vivificare.
Se per molti l’Iliade e l’Odissea rappresentano solo opere letterarie, racconti di guerra, capolavori da museo, per altri invece rappresentano le Radici profonde di una Civiltà il cui fuoco arde imperituro sotto le ceneri del mondo moderno.
Un fuoco vivificato dal sacrificio e dal sangue versato nella gloria del più eroico anonimato, che seppe contrapporre l’aristocratica e guerriera Sparta – decantata da Tirteo – alla democratica e mercantile Atene; che oppose il culto iperboreo di Apollo e i Misteri di Delfi al laicismo razionalista e alla vigliaccheria della filosofia relativista.
Nei cuori di chi crede e di chi combatte contro le lusinghe del mondo moderno si oppone un altro modello: solare, guerriero e sacrale, che si erge nella storia con la stessa candida semplicità di una colonna dorica.
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