«Tu, o Signore, sei il nodo essenziale di azioni diverse».
(Cittadella, Antoine de Saint-Exupéry – AGA Editrice)
In questa frase tanto semplice quanto profonda, Exupéry spiega che tutte le azioni sparse e talvolta contraddittorie, sono in realtà tenute insieme da un ordine che dà senso.
All’apparente dispersione generata dalla forza centrifuga dell’agitazione, si contrappone la permanenza di un centro da cui tutto è orientato.
Ogni azione, anche quelle mosse da interessi, desideri e necessità contingenti, è legata alle altre da quel «nodo essenziale» di cui parla l’autore di Cittadella; vale a dire da un Fine superiore che unifica tutte le molteplici manifestazioni della stessa Essenza.
Chi è in grado di cogliere questa unità sotto all’illusione della divisione, riconosce Dio, il «nodo essenziale».
Un «nodo» che non è un vincolo, ma il centro vitale, un «nodo» che non soffoca la libertà dell’agire, ma ne garantisce il senso.
Infatti, senza un principio unificante, le azioni resterebbero delle agitazioni prive di significato ultimo.
Non si può vivere per compartimenti stagni, secondo logiche separate, se non addirittura contrapposte.
Le mille decisioni della vita, le mille preoccupazioni, le mille attività sparse disegnano l’esistenza come una serie di frammenti scollegati tra loro.
Ma senza un ordine che dia senso a queste immagini, il racconto della vita rischia di rimanere caos.





