

Chên ARRESTO
La società della produzione e del consumo ci esorta ogni giorno a lasciarci trascinare da una frenetica e spossante iper-cinesi, un perenne movimento del tutto simile a quello dei criceti nella ruota che – pur non giungendo ad alcuna meta – continuano imperterriti a correre. Anche la sfera ricreativa è colonizzata da questo modello comportamentale: la mitologia del viaggio esotico, rilassante o elettrizzante a seconda dei gusti e delle propensioni individuali, propone l’evasione – anche al di fuori della tradizionale stagione delle vacanze estive – a torme di consumatori frustrati da un’esistenza priva di un autentico scopo spirituale e indotti a comprare biglietti aerei a basso costo per raggiungere mete nelle quali troveranno per lo più il medesimo orizzonte esistenziale, consumista e materialista, che avevano lasciato all’aeroporto.
Se confrontiamo questo sconfortante panorama della decadenza con la folgorante provocazione di Lao-Tze nel Tao te Ching (“Senza uscire dalla porta, conoscere il mondo! / Senza guardare dalla finestra, vedere la Via del cielo! / Più lontano si va, meno si conosce. / Perciò il Santo conosce senza viaggiare; egli nomina le cose senza vederle; egli compie senza azione”), possiamo comprendere anche quale sia la visione del mondo dell’I Ching, fonte primigenia del taoismo di Lao Tze: inutile agitarsi e cercare avidamente all’esterno quella soddisfazione che può giungere solo dall’interno di noi stessi. A condizione, però, che tale dimensione interiore sia stata adeguatamente coltivata e curata. Nell’esagramma Chên, questa ricerca di solidità e di radicamento a livello spirituale sembra talora esprimersi, nelle linee mutanti, tramite immagini tratte dalla tradizione del T’ai Chi Ch’uan (ad esempio, nella quarta linea: “Egli immobilizza le articolazioni del bacino”, allusione probabile alla pratica di tale disciplina), ma al di là di queste allusioni specifiche, è un atteggiamento mentale e morale che si vuole proporre come modello di saggezza. Risultato di quest’atteggiamento austero e meditativo sarà senza dubbio fortuna (sesta riga): come una grande pietra non viene scalfita a causa della sua durezza, così è il cuore del Saggio che si ferma a riflettere e trova il tempo per la calma e la ponderatezza. Il “tempo del ritiro” (sentenza dell’esagramma) si compie pienamente, e in tal modo ogni momento della vita si accorda al ritmo placido ma costante del Tao.