Heliodromos | Viaggio al termine della Sanità (Parte II)

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Approfondimento a cura di Heliodromos. Segue dalla prima puntata

Viaggio al termine della Sanità
La genesi e la distruzione del servizio sanitario nazionale (II)

Il ruolo dell’ANAAO nel SSN – La crisi del 1978 – I peccati originari del SSN  

Un ruolo progettuale nella genesi del SSN va riconosciuto anche all’ANAAO (Associazione Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri), il sindacato medico ospedaliero più rappresentato; fondato a Vicenza nel 1959, ebbe tra i suoi leader Stelio Ferolla, (1) medico specialista in Otorino e discepolo del Prof Arslan, pioniere nei trapianti di lembo, divenuti in seguito il fondamento della chirurgia plastica. 

Sotto la sua guida ed in stretta collaborazione con i ministri della Sanità Giacomo Mancini e Luigi Mariotti e con vari esperti ed organizzatori sanitari, si approda nel 1968 alla Legge Mariotti, (insieme a Professori come Pietro Valdoni e Vincenzo Monaldi, specialista nelle malattie respiratorie, già insignito della croce di guerra nella prima guerra mondiale) che vede la nascita della sanità come ente giuridico e stabilizza le figure ospedaliere, inquadrandole nei ruoli di Primario, Aiuto, Assistente, con stipendi proporzionati alle responsabilità. Purtroppo Ferolla non arrivò a vedere l’istituzione del SSN, per la sua prematura scomparsa, nel 1976. (2)

Il 1978 fu un anno critico per il duplice attacco ai vertici dello Stato. Iniziò Camilla Cederna con la pubblicazione di un libro che accusava il Presidente Leone di complicità nello scandalo Lockeed. La Cederna era portavoce di un’area di sinistra che convergeva nel Partito Radicale guidato dal duo Pannella-Bonino e fomentò un clima denigratorio che portò il Presidente a rassegnare le sue dimissioni il 15 giugno. In contemporanea, si consumava, con la strage di Via Fani, il sequestro dell’Onorevole Aldo Moro, che esitava nel suo omicidio avvenuto il 9 maggio.

I due eventi avevano messo in ginocchio lo Stato, e il 9 luglio fu eletto Pertini alla Presidenza della Repubblica, con Andreotti Presidente del Consiglio e Tina Anselmi Ministro della Sanità. In questo clima di incertezza e di crisi delle istituzioni, si volle partorire in fretta la Legge 23 dicembre del 1978 n. 833, piena di buoni propositi. Nasceva il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), per adempiere pienamente all’articolo 32 della Costituzione “La Repubblica Italiana tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Purtroppo l’ambizioso progetto elaborato per un decennio da figure competenti ed esperti del settore, nasceva con due peccati originari che ne avrebbero segnato lo sviluppo. 

Il primo, in disaccordo con le richieste del Dr. Ferolla e dei vertici ANAAO, fu la riduzione del ruolo tecnico-decisionale dei medici nelle scelte aziendali, associato ad una lottizzazione politica delle nomine; queste premesse, nel tempo, avrebbero accresciuto i mali della sanità pubblica, favorendo il suo declino e pregiudicando la realizzazione degli obiettivi fissati.

L’altro peccato era, l’aver varato il 13 maggio 1978, la Legge 180, conosciuta come Legge Basaglia, dal nome dello Psichiatra (3) che l’aveva teorizzata, ma compilata dal democristiano Orsini, psichiatra e Sottosegretario della Sanità. Legge che sopprimeva gli ospedali psichiatrici e, istituendo i servizi di sanità mentale, assegnava i malati di mente alle unità sanitarie locali, equiparandoli ai malati ordinari. Una legge, poi integrata nel SSN, adottata solo dall’Italia e sconosciuta nel resto dell’Europa e oltre Atlantico, ma pervicacemente sostenuta e mantenuta fino ad oggi, malgrado di fatto sia stata un totale fallimento. (4)

L’esperienza ospedaliera

Se è vero che Roma è stata la capitale della chirurgia, «Torino è stata la culla dell’anestesia italiana», grazie soprattutto al Prof. Dogliotti che fin da quando scrisse il suo Trattato di Anestesiologia nel 1935, si batté per l’istituzione degli anestesisti in società indipendente dai chirurghi.

E sicuramente non è stato un caso se la mia carriera di medico ospedaliero iniziò proprio in Piemonte, in un periodo in cui gli anestesisti godevano di una indubbia considerazione, grazie al supporto di una rinomata scuola di specializzazione. 

Il mio ingresso da medico volontario in un ospedale periferico, fu comunque traumatico, anche perché a quel tempo la preparazione universitaria era sostanzialmente teorica.

Non ero in grado di fare un’endovenosa, né di leggere un elettrocardiogramma ed ero guardato con sufficienza dai colleghi strutturati, mentre imparavo dalle infermiere dei reparti medici e chirurgici ad eseguire iniezioni endovenose, o attaccare fleboclisi. Passai due anni tra studio e lavoro, prima di sentirmi in grado di affrontare, in autonomia, un’emergenza medica o chirurgica. 

Fin dagli inizi della carriera il concetto dell’Operaio espresso da Ernst Jünger (5) ebbe una grande influenza sulla mia scelta professionale. Il suo Operaio incarnava l’affacciarsi di una nuova realtà, che, senza falsi sentimentalismi, operava con la lucida coscienza di compiere un dovere importante. 

La tecnica è «una nuova lingua, improvvisamente parlata, e il rispondere dell’uomo, o il suo restar muto, decideranno di lui». Abdica «chi crede di poter non fare attenzione ad essa o di respingerla perché assurda». Bisogna invece «coglierne la legge segreta e servirsi di essa come di un’arma…» Per lui «essenziale dovrebbe essere un nuovo senso di responsabilità…così l’unione dell’uomo e dei suoi mezzi sarà l’espressione di una unità sopraordinata». (6)

(2 – continua)

Nel prossimo articolo: Le occasioni mancate nel primo decennio – responsabilità dei Primari e ascesa dei post-sessantottini

NOTE
  1. Ferolla fu Presidente dell’ANAAO nel periodo 1962-68, quando diventò primario a Ferrara, “qualifica incompatibile con l’appartenenza all’ANAAO. Appena dopo la Laurea in Medicina, svolse la ferma militare come Ufficiale Medico di Marina, dopo essersi classificato al 1° posto al corso dell’Accademia Navale di Livorno ed avrà in quel ruolo, l’onore di rientrare nel 1954 a Trieste come Ufficiale Medico a bordo della Nave Scuola Amerigo Vespucci che attraccherà al Molo Audace in occasione del ritorno di Trieste all’Italia. Da Biografia: https://peoplepill.com/people/stelio-ferolla/
  2. ANAAO-ASSOMED La nostra storia. 60 anni di vita, di sindacato, di battaglie e risultati.
  3. «È una legge di cui sono stato relatore, anche estensore in realtà, una legge che ha cambiato il rapporto tra i malati di mente, ….e la società. ..Ci aiutò il ‘68 che rifiutava ogni abuso di autorità, e vide in Basaglia uno dei promotori di questa rivolta». Racconto di Bruno Orsini, su Repubblica – 30/01/2018.
  4. SOSPSICHE, portale della salute mentale dal 1994, si chiede se questa legge “abbia tradotto i princìpi enunciati in una reale azione sul territorio”. “.. domanda che dopo quasi quarant’anni …non trova tristemente ancora risposta”. “Per molti anni” – continua – “abbiamo assistito impotenti alla negazione dei diritti alle famiglie, uniche a sopportare situazioni incredibili e indicibili, al loro sfascio e soprattutto alla negazione del diritto di cura ai pazienti.”
  5. L’«Operaio» nel pensiero di Ernst Jünger”. Saggio di Julius Evola per le Edizioni Volpe – Roma – 1974

Ibid.