QUESTA È SPARTA – 16

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«Un buon Re deve mostrare mitezza in ogni circostanza ma non al punto di farsi ridere in faccia».
(Le Virtù di Sparta, Plutarco – ed. Adelphi)
Cleomene I, figlio di Anassandrida e re di Sparta nel periodo 520-491 a.C., risponde così a un concittadino che lo provocava sulle sue capacità di autocontrollo. Infatti, il re dispone di una personalità autoritaria e piuttosto incline agli intrighi (fu sua l’operazione che portò alla destituzione di Demerato). Ironia della sorte, qualche anno più tardi Cleomene sarebbe caduto in uno stato di alienazione mentale che lo avrebbe portato al suicidio.
Per «mostrare mitezza» senza «farsi ridere in faccia» occorre avere un centro irremovibile attorno al quale ruota la propria vita, cosicché né gli avvenimenti esterni né i sentimenti interiori possano prendere il sopravvento.
L’uomo della Tradizione controlla gli impulsi e gestisce le emozioni con un distacco e una calma peculiari di chi è dotato di superiorità d’animo. Essere presente a se stesso denota un carattere di lucida compostezza, tipico di chi incarna uno stile nobile. Al distacco dall’io deve corrispondere il distacco dal resto del mondo, come se lo si osservasse dall’alto. Collocare alla debita distanza le cose e le persone aiuta a tenerle nella giusta considerazione: né troppo vicine (eccessiva confidenza) né troppo lontane (indifferenza).
Chi svolge la funzione di capo deve agire con serietà e distacco, freddezza e schiettezza, integrità ed essenzialità: ovvero con realismo. Chi ha una posizione di responsabilità non può indugiare in eccessiva confidenza ma deve mantenere distacco gerarchico, senza chiudersi nel proprio ruolo ma preservandolo da condizionamenti personalistici e sentimentalismi. Gerarchia implica distanza
Chi sceglie di seguire la Tradizione sceglie la via che ricongiunge alla natura superiore dell’uomo, al di sopra della realtà propria e dell’ambiente circostante. Per ascendere dalla condizione sub-umana a quella sovra-umana bisogna affermare il predominio dell’ethos sul pathos e dominare le pulsioni più basse (gli eccessi nel mangiare, nel bere, nel divertirsi, nel dormire, nel discutere ecc), osservandole con distacco come dall’alto di una torre invulnerabile.